//Storia di una fotografia: l’uomo con la macchina per cucire

Storia di una fotografia: l’uomo con la macchina per cucire

By | 2014-07-22T20:51:46+00:00 luglio 22, 2014|Fotografia|

1983.
I monsoni colpiscono duro in India, Nepal e Bangladesh. Per noi, abituati a precipitazioni intense distruttive solo quando c’è lo zampino dell’uomo, sono eventi difficili da comprendere. E come sempre, è la fotografia a correrci in aiuto e a mostrarci la tragedia con chiarezza.

E, incredibile a dirsi, lo fa con un sorriso.

Steve McCurry – che primeggia fra i miei fotografi di culto – è l’autore di uno scatto che farà epoca, copertina del National Geographic e vincitrice di quattro World Press Photo Awards. Vediamola subito, dai:

mccullin macchina da cucire

Questa foto ha almeno tre storie. La prima: per scattare questa immagine McCurry si è voluto immergere in quella melma in cui galleggiavano cadaveri di animali, liquami di ogni genere, povere masserizie. Lo ha fatto perché: “Se la gente è sommersa fino al collo devi essere dentro con loro, non c’è separazione, non puoi stare sulla sponda e guardare ma devi diventare parte della storia e abbracciarla fino in fondo”.

La seconda storia spiega il sorriso dell’uomo, intento a salvare la sua ultima risorsa dopo aver perso tutto. I compaesani, dopo aver notato il fotografo puntare l’obbiettivo su di lui, presero a prenderlo in giro, predicendo un futuro da star. E lui sorrise per i lazzi. Questo momento di leggerenza all’interno di una tragedia è un bell’insegnamento, credo.

La terza e ultima storia, quella del lieto fine: qualche mese dopo, all’uomo fu recapitata una macchina da cucire nuova fiammante. Mittente? La ditta produttrice, fortunato marchio inserito in una immagine icona del ventesimo secolo.

Alfonso d’Agostino

Dici Alfonso e pensi alla sua amata Triestina, alla sua biblioteca (rigorosamente ordinata per case editrici) che cresce a vista d’occhio, alla Moleskine rossa sempre in mano e alla adorata Nikon con la quale cattura scorci di quotidianità, possibilmente tenendo il corpo macchina in bizzarre posizioni, che vengono premiati ma non pensiate di venirlo a sapere. Se non vi risponde al telefono probabilmente ha avuto uno dei tanti imprevisti che riuscirà a tramutare in un esilarante racconto di “Viva la sfiga!”. Perché lui ha ironia da vendere ed un vocabolario che va controcorrente in questo mondo dominato dagli sms e dagli acronimi indecifrabili. Decisamente il più polivalente di tutti noi dato che è… il nostro (e non solo) Blogger senior che con il suo alfonso76.com ha fatto entrare la blog-o-sfera nella nostra quotidianità.

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