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Recensione Vacanze in giallo

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Le antologie di Sellerio sono ormai entrate nel mito degli appassionati di giallo: le occasioni sono state diverse (Natale, Ferragosto, Capodanno) ma la qualità è sempre rimasta altissima, ed anche la nuova raccolta rispetta le premesse e le promesse di una casa editrice che non finisce mai di regalarci belle letture.

La chiamata a raccolta dei suoi autori ha coinvolto, in questa occasione, Alicia Giménez-Bartlett, Marco Malvaldi, Antonio Manzini, Francesco Recami, Alessandro Robecchi e Gaetano Savatteri. Per una volta, prendo le vesti della coniuge (insegnante) e provo ad assegnare i miei voti, in rigoroso ordine di apparizione.

Alicia Giménez-Bartlett: Non so se sia colpa della forma narrativa – la Bartlett regala il suo meglio con un po’ di respiro in più – ma mi è parso un racconto leggerino. L’ispettore Pedra Delicado ha sempre un suo perché ed il suo assistente anche di più, ma non si tratta della sua prova migliore. Intelligente ma non si applica, avremmo detto un tempo. Voto 6.

Alessandro Robecchi: Carlo Monterossi, l’eroe di Alessandro Robecchi, è stato truffato in uno di quei colpi a metà fra finanziare fantasma e faccendieri che sembra preso dalle cronache parioline, e prepara la sua vendetta. Fra un tavolo di poker e il sarcasmo per cui è diventato noto, Robecchi ci dedica un racconto vivo, divertente il giusto, godibile. Voto: 7.

Antonio Manzini: uno splendido Rocco Schiavone alle prese con la partenza per le vacanze, un aereo che non decolla e una vicina di posta stile Rain Man. Divertentissimo, toccante al punto giusto nel ricordo della moglie, in piena linea con il personaggio. Alta scuola. Voto: 8.

Gaetano Savatteri: una bellissima narrazione, un racconto impegnato che ricorda le difficoltà della lotta alla mafia e delle correnti politico-giudiziare che la contraddistinguono, mentre nasce un amore tra memoria e ricordo, passato e futuro. Voto: 7.

Francesco Recami: nonno e nipote che compiono una scoperta inquietante, mamma e nuovo compagno della stessa antipatici come in tutti i romanzi delle “case di ringhiera”. Una trama gialla e piuttosto elaborata, una buona lettura. Voto 6 e mezzo.

Marco Malvaldi: una chicca. Massimo il “barrista” e la commissaria indagano in via ufficiosa, i vecchietti del Bar Lume sono in trasferta ad Orisei ed ovviamente si trovano invischiati in un omicidio. Adorabile. Voto: 7 e mezzo.

Buona lettura, non ve ne pentirete!


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