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Storia di una fotografia: il chirurgo spossato dopo un trapianto

Sarà che sono in pieno periodo Dottor House – a cavallo fra la terza e la quarta serie – o sarà più banalmente che si tratta di una grande foto… Insomma, quale che sia la premessa, da quando mi è capitata sotto gli occhi qualche giorno fa non riesco a smettere di pensare a questa immagine.

Il contesto: James Stanfield si trovava in Polonia nel 1987 per un reportage sull’economia dei paesi dell’Est in pieno disfacimento. Con quel misto di faccia tosta e di pura intuizione che sono caratteristiche dei giganti del fotoreportage, riesce ad ottenere un ingresso in un ospedale.

Di più, in un sala operatoria.

Di più, in una sala operatoria in cui sta terminando un trapianto di cuore, effettuato con strumentazione non avveniristica (eufemismo) per una durata complessiva di 23 (ventitre!) ore.

james stanfield 1987 poland surgery
(click per ingrandire)

Stanfield racconta in uno scatto una vera storia: gli occhi del chirurgo sono sul display che monitorizza le funzioni vitali del paziente, ed é uno sguardo che esprime stanchezza, preoccupazione e sollievo tutti-insieme-appassionatamente. Sullo sfondo, una delle assistenti giace completamente disfatta, in una umanissima reazione di pura arrendevolezza alla stanchezza. Percepisci quasi fisicamente quell’odore tipico degli ospedali, avverti il calore delle luci, senti le gambe piegarsi per lo sforzo. Tutto in pochi centimetri di carta colorata, che riescono nella magia di raccontare un evento, un’emozione, una umanità straordinaria nella sua quotidianità.

Poi c’è il retroscena, altrimenti questa non sarebbe una “storia di una fotografia”: il chirurgo che ha appena completato l’intervento é Zbigniew Religa, che diventerà pochi anni dopo uno dei primi senatori della Polonia libera, Ministro della Salute, candidato alle presidenziali.

E il paziente? Il paziente é sopravvissuto persino alla scomparsa del famoso chirurgo, scomparso nel 2009, ed é stato ritratto con la sua foto in mano. Così:

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Comment(1)

  • Titti
    11/05/2014 at 13:52

    Bellissima foto che rappresenta davvero tutte le emozioni che hai descritto – stanchezza, preoccupazione e sollievo !!

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