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Recensione del dolce film I TONI DELL’AMORE

Quante volte ci siamo chiesti cosa sia l’amore? Secondo voi, quanti tipi ve ne sono? L’amore è un sentimento che crediamo di conoscere, ma ogni volta ci prende in contropiede. È uno stato d’animo dalle conseguenze sempre nuove e spesso dolorose. L’amore ha mille forme: quello di un genitore, di un parente, di un amico o un amante. È un impulso strano e unico nel suo genere che riesce a superare le frontiere, le credenze e le abitudini. È immenso e sa stupire ogni giorno. Possiamo dire che sia qualcosa d’inclassificabile e intoccabile. Non lo si capisce del tutto ma lo si cerca e, talvolta, lo si pretende con ostinazione.

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“Love is strange” (tradotto in modo creativo in “I Toni dell’Amore”) è la storia di due persone che convivono da una vita; ma è anche la storia di una coppia giovane che vede la passione svanire, trascinata dal tempo; ed è il racconto delle mutevoli emozioni che travolgono un adolescente, un figlio, un nipote. Tre sfaccettature tra le mille possibili, forse, le più comuni, sono quelle scelte e portate a Berlino dal regista Ira Sachs, che oggi, dopo quasi un anno, approdano nei nostri cinema.

Chi conosce questo autore, sa che le sue opere mostrano i sentimenti nel nuovo millennio, amore gay incluso, quindi che “Love is strange” si apra con il coronamento di una consolidata unione tra due distinti signori, non stupisce nessuno. Ciò che colpisce è che questa decisione dia il via a una serie di sventure, assurde ai nostri occhi, e sia il pretesto per entrare nella casa dei due protagonisti (e dei loro cari) per esplorare le conseguenze dell’amore su tutti i membri della famiglia.

Photo: courtesy of Koch Media
Photo: courtesy of Koch Media

Presentato alla Berlinale, kermesse nota per le molte opere di avanguardia che spesso osano addentrarsi in territori difficili, vedere un film così delicato e gentile mi aveva preso in contropiede (QUI il post dell’epoca). Soprattutto perché Sachs in precedenza aveva osato ben di più. Oggi, a mesi di distanza, credo che l’autore sia stato meno impulsivo e più lungimirante della sottoscritta.

Dare uno scossone alla gente si è dimostrato di nessuna utilità e “Keep the Lights on” ne è stata la dimostrazione: il grande pubblico non se l’è filato e in pochi conosciamo il finale. “Love is strange” con la sua estrema dolcezza nel mostrare l’intimità di una coppia agée; con il suo cast di richiamo (John Lithgow, Alfred Molina e Marisa Tomei); con la sua trama jolie, che ruota attorno alla famiglia di Ben, suscita tenerezza in molti di noi e potrebbe  avere maggiori possibilità di successo.

Photo: courtesy of Koch Media
Photo: courtesy of Koch Media

Il bello di questo film è che porterete a casa quello che vorrete, solo ciò che toccherà le vostre corde. Molto probabilmente amerete sin da subito Ben e George, i due bei signori colti, con un forte senso della famiglia e delle tradizioni, protagonisti di situazioni molto comuni  e tremendamente amare.

Quali sono i motivi per scegliere questa pellicola? Perché è ammiccante, ironica e drammatica. Ci riserva piacevoli parentesi, ė realistica, attenta ai dialoghi e alle note suonate. Ė un deciso e educato inno alla vita e all’amore. Ed è un film intelligente, vero toccasana in questo periodo storico imbevuto di catastrofi ambientali, tragedie famigliari e troppi litigi istituzionali.

Vissia Menza

Ultimo aggiornamento il 21 novembre 2014, alle ore 12:52

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