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Recensione del film “Il ricco, il povero e il maggiordomo” la nuova commedia di Aldo Giovanni e Giacomo

Dici Aldo, Giovanni e Giacomo e una smorfia buffa ti si stampa immediatamente sul viso. Se sei italiano e/o cresciuto nel Bel Paese negli ultimi vent’anni, sai quanto questo trio sia garanzia di divertimento e risate sottili, mai sguaiate, adatte a tutta la famiglia. Ricordo all’epoca dell’università vere e proprie incursioni notturne nel milanese pur di assistere agli spettacoli dei tre comici, talvolta anche la sera prima di un esame, troppa era la voglia di vederli sul palco. Aldo, Giovanni e Giacomo sono sempre stati portatori di una comicità acuta, frizzante, ben diversa da quanto normalmente proposto in TV.

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Da allora, di tempo ne è passato, il trio però non si è sciolto, anzi, si è rafforzato e ha saputo conquistare i palchi più ambiti, l’esigente pubblico delle sale cinematografiche e l’Italia del piccolo schermo. Un vero trionfo. E, questo Natale, eccoli pronti a invadere la penisola (si parla di 600 cinema da Nord a Sud) con la loro ultima fatica: “Il ricco, il povero e il maggiordomo”.

Con la loro tipica verve, i tre attori hanno deciso di gettarsi nel gorgo di fine anno e sfidare i cine-appetiti natalizi di noi tutti con una storia nuova, ritratto del mondo che cambia, dei costumi che virano e dell’annoso problema del trovare l’anima gemella, dell’amicizia e dei nuovi incontri. Esatto. Traendo spunto dalla realtà, mostrando possibili reazioni alla disfatta, Aldo Giovanni e Giacomo si tengono lontani dal drammone sulla crisi per concentrarsi sull’uomo e creare una parabola tragicomica sul significato del denaro, sulla disgrazia che livella tutti e sui sentimenti, in particolar modo l’amore, doloroso, tormentato, in crisi, ma sempre cercato.

© Masiar Pasquali
© Masiar Pasquali

Protagoniste sono persone agli antipodi, Giacomo, l’imprenditore che cade in rovina travolto dalla sua stoltezza, e Aldo, il povero che prima viene trascinato nella villa del ricco poi travolto dalla sua disfatta. Tra loro c’è il maggiordomo Giovanni, colui che fa da collante tra i due, che tutto vede, nulla dice e pur avendo umili origini sarà l’unico a rimanere al fianco dell’uomo oramai solo, annientato dalla sua arroganza e avventatezza.

La storia vuole essere rocambolesca, con solo un retrogusto drammatico, e cavalca quella mimica e quelle gag che hanno reso celebre il trio, senza mai diventare sboccata o volgare, nonostante i personaggi femminili siano forti e talvolta focosi. Il film parte in sordina, senza fuochi d’artificio, a cadenza regolare vi strappa qualche risata, sul finale invece si rianima per chiudere donando la speranza ai cuori in vario modo infranti.

© MaSeDomani
© MaSeDomani

Alla presentazione milanese l‘entusiasmo era palpabile sia tra la stampa sia tra gli addetti ai lavori, produzione in primis che ha creduto e crede molto nel progetto. Gli attestati di stima non si contavano quindi state pronti a buttare un occhio in sala e dirci cosa ne pensate.  L’opera è in grado di conquistare le platee e so che molti di voi già fremono… vi ho uditi su bus e metro 😉

Il film appagherà il pubblico di fan affezionati, chi cerca relax senza pensieri e coloro che vogliono una alternativa made in Italy alle roboanti proposte delle feste.

Vissia Menza

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