//Il punto di vista di un’opera d’arte

Il punto di vista di un’opera d’arte

By |2015-01-27T09:35:18+00:00gennaio 27, 2015|Fotografia|

Nelle interviste dei grandi fotografi c’è un elemento spesso ricorrente: il consiglio di provare a sperimentare differenti punti di vista. Spostarsi, girare attorno all’elemento da ritrarre, inserire nuovi particolari nell’inquadratura, superare il limite di uno scatto che rischierebbe di rasentare la banalità e cercare l’originalità non può che rendere le nostre immagini infinitamente migliori.

E a proposito di punti di vista, qualcuno ha avuto uno di quei colpi di genio che ti fanno pensare: “Maledizione, perché non è venuto in mente a me?”. Si tratta di Masashi Kawamura, fotografo e fondatore di PARTY, una agenzia creativa che miscela sapientemente arte, tecnologia e marketing in operazioni sempre interessanti.

Masashi, come tutti noi, frequenta musei e mostre d’arte. Ed è stato folgorato da una intuizione: gli uomini entrano in questi spazi e si godono un’opera d’arte, ma LEI (l’opera d’arte), che cosa vede?

E’ nato così un progetto fotografico che si è concretizzato in una gallery pubblicata su Tumblr: evocativamente intitolata “What they see”, propone una serie di dittici in cui vengono rappresentate un’opera d’arte e, appunto, il “suo” punto di vista.

Alcuni esempi spiegano meglio di mille parole:

Piccola danzatrice di 14 anni di Edgar Degas al Metropolitan di NY - (c) Masashi Kawamura

Piccola danzatrice di 14 anni di Edgar Degas al Metropolitan di NY – (c) Masashi Kawamura

Un nudo di Modigliani al Metropolitan di NY - (c) Masashi Kawamura

Un nudo di Modigliani al Metropolitan di NY – (c) Masashi Kawamura

L'autoritratto di Rembrandt van Rijn al Metropolitan di NY - (c) Masashi Kawamura

L’autoritratto di Rembrandt van Rijn al Metropolitan di NY – (c) Masashi Kawamura

Per creare un portfolio originale ed intrigante a volte non servono particolari accorgimenti tecnici o tecnologie di avanguardia, ma semplicemente una buona idea!

Alfonso d’Agostino

Dici Alfonso e pensi alla sua amata Triestina, alla sua biblioteca (rigorosamente ordinata per case editrici) che cresce a vista d’occhio, alla Moleskine rossa sempre in mano e alla adorata Nikon con la quale cattura scorci di quotidianità, possibilmente tenendo il corpo macchina in bizzarre posizioni, che vengono premiati ma non pensiate di venirlo a sapere. Se non vi risponde al telefono probabilmente ha avuto uno dei tanti imprevisti che riuscirà a tramutare in un esilarante racconto di “Viva la sfiga!”. Perché lui ha ironia da vendere ed un vocabolario che va controcorrente in questo mondo dominato dagli sms e dagli acronimi indecifrabili. Decisamente il più polivalente di tutti noi dato che è… il nostro (e non solo) Blogger senior che con il suo alfonso76.com ha fatto entrare la blog-o-sfera nella nostra quotidianità.

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