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Solo domani al CINEMA la commedia teatrale SKYLIGHT

SkyLight_LOCANDINAPrendi una coppia scoppiata, mettila in una stanza e lasciala sola qualche ora. Le emozioni pian piano prenderanno il sopravvento, l’io di ciascuno strariperà e una cascata di parole e gesti sgorgheranno senza possibilità di essere fermati. Il raziocinio sarà in balia dell’emotività e non potrà far nulla se non attendere il sopraggiungere del gran finale quando il turbinio di emozioni si placherà e rimarranno solo frammenti di cuore da rimettere insieme.

Skylight” parla di amore, di dolore, di egoismi e di vocazioni. Parla di differenze di classe, d’insegnamento e d’imprese familiari, di vita e di morte. Specchio dell’era moderna, ci restituisce una fotografia in cui facilmente possiamo scorgere stralci del nostro vissuto. I sentimenti, il tradimento, la solitudine sono universali, così come gli esorcismi dei propri peccati sono sempre i medesimi, indipendentemente dalla latitudine e longitudine in cui ci troviamo.

Dietro le quinte c’è Stephen Daldry, regista tre volte candidato all’Oscar®, che dirige una pièce in scena sin dalla metà degli anni ‘90, sempre a Londra e sempre esaurita. Sul palco ci sono, invece, solo tre attori, mai tutti insieme sulla scena, solo in coppia, l’unica figura costante è quella di Carey Mulligan. Lei è Kyra, una brillante giovane insegnate di una scuola di periferia dall’alta densità di ragazzini problematici. La sua vocazione è cambiare le cose, è portare la speranza, è rendere il mondo un luogo migliore. Scelta non semplice ma, nonostante quello che tutti credono di sapere e di vedere, la donna è sicura, convinta e felice. Questo sino alla sera d’inverno in cui il figlio (Matthew Beard) del suo ex-amante (Bill Nighy) busserà alla sua porta. Sorpresa che segnerà l’inizio di un’inattesa e lunga notte.

Bill Nighy and Carey Mulligan - Photo by John Haynes
Bill Nighy and Carey Mulligan
Photo by John Haynes

In poche battute i veri protagonisti, gli ex-innamorati, sono chiusi in un gelido bilocale e si lasciano andare ai ricordi sino a quando la passione di un tempo irromperà sulla scena schiudendo ferite che era meglio rimanessero nell’oblio per l’eternità.

La pièce di David Hare ha debuttato vent’anni orsono ma sembra scritta il mese scorso: le situazioni e le emozioni assomigliano molto a quelle cui assistiamo ogni giorno, il linguaggio è il nostro e i protagonisti potrebbero essere qualunque coppia che conosciamo.

L’opera trascina, assorbe, ingloba lo spettatore al punto da non fargli percepire più il tempo. I dialoghi non sbagliano uno scambio: sagaci, taglienti, precisi, divertenti, disarmanti e drammatici senza mai una pausa o un aggettivo di troppo. Con un ritmo invidiabile, la commedia ci regala un Bill Nighy immenso e una Carey Mulligan – al suo debutto nel West End – sorprendente. E anche l’esigente audience londinese sembra essere d’accordo: “Skylight” è da vedere, è una di quelle occasioni in cui star del cine-firmamento si confrontano con il pubblico che gremisce i teatri e ne escono più forti.

Qualora non abbiate in programma nelle prossime ore di perdere un aereo verso il Regno Unito, non c’è da preoccuparsi: solo domani, potrete godervi lo spettacolo comodamente nel cinema vicino a casa. Nexodigital (QUI l’elenco delle sale) per qualche ora vi porterà, infatti, sul prestigioso palco della City, al fianco dei protagonisti, per un’esperienza mozzafiato in cui, con semplicità e lucidità, verranno toccate corde a cui siamo (stati) e saremo sempre tutti sensibili.

Vissia Menza

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