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Al cinema THE ICEMAN

Sapete chi era Richard Leonard Kuklinski? Era un omone di origine polacca, nato e cresciuto nel New Jersey, che un giorno s’innamorò di una giovane e bella ragazza del quartiere, la sposò e costruì una famiglia. Con moglie e figli visse in tranquillità, nell’agio, in un bel quartiere, sino al dicembre 1987, quando venne fermato dalla polizia di New York. Cosa stava accadendo? Il signore in questione fu arrestato e in seguito condannato a ben sei (s-e-i) ergastoli, quindi venne buttata via la chiave sino al 2006, anno in cui morì.

Quale fu il motivo di una condanna così severa? Richard Kuklinski pare sia stato uno dei sicari più precisi e senza scrupoli che l’America ricordi. Si dice abbia ucciso dalle 200 alle 300 persone per conto di tutti i più importanti clan mafiosi, dopo che in gioventù si era fatto le ossa con un mix di attività illecite, pestaggi e omicidi di animali e malcapitati. L’uomo aveva però un codice d’onore che non infranse mai: non toccava donne e bambini.

In famiglia, quindi, nonostante avesse un caratterino tale per cui era soggetto a violenti sbalzi di umore, di fatto, nessuno sospettò  di vivere sotto lo stesso tetto con Dr. Jekyll e Mr. Hyde. Anche la moglie, sino al momento dell’arresto, non aveva idea che dietro la maschera del buon padre di famiglia si celasse un killer.

Le dichiarazioni di quest’uomo negli Stati Uniti fecero scalpore, anche perché mai si pentì, anzi, rilasciò interviste (molte, forse troppe) e collaborò alla stesura della sua biografia. Motivo per cui, sulle cause della sua morte a “soli” 71 anni qualcuno solleva ancora oggi dei dubbi.

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Perché vi racconto una storia tanto triste e singolare? Perché qualche anno fa, nella nostra Venezia, venne presentato un film  diretto da Ariel Vromen intitolato “The Iceman” che colpì i presenti per la trama e soprattutto per la recitazione di un cast traboccante grandi nomi con un Michael Shannon in grado di farci percepire quanto Kuklinski fosse inquietante, glaciale e spietato procurandoci non pochi brividi lungo la schiena.

La pellicola ripercorre la “carriera” del sicario sino al suo arresto. Mostra la quiete, l’autocontrollo e l’assenza di pentimento dell’uomo che riusciva a scindere con nonchalance casa e “lavoro”. Nei panni del peggiore degli psicopatici, Shannon è maestoso! E, con al suo fianco Winona Ryder, Chris Evans, Ray Liotta, James Franco, David Schwimmer e Stephen Dorff, il risultato è un racconto che scorre veloce tenendoci sulle spine sino all’inevitabile finale.

Michael Shannon in una scena del film "The Iceman" Photo: courtesy of Bart Entertainment
Michael Shannon in una scena del film “The Iceman”
Photo: courtesy of Bart Entertainment

“The Iceman” è tratto da una storia vera che ha dell’incredibile, da una biografia (di Anthony Bruno) che si prestava fin dall’inizio a essere romanzata, da una montagna di atti, video e prove. Il regista aveva molto da cui attingere per creare una trama eclettica, invece ha scelto di fare un film solido, lineare con un intreccio classico e senza bizzarrie. A tutto il resto ci ha pensato Shannon. La sua trasformazione è così azzeccata da perseguitarci anche a visione conclusa, cosa che ci fa realizzare solo a posteriori quanto sia stato convincente.

L’opera è godibile, ben dosa azione e dramma, non ci toglie il sonno e ci regala il giochino di riconoscere sotto le folte chiome gli interpreti maschili. Quale sia la verità assoluta non è importante e non sta al cinema scoprirla, al massimo noi ci possiamo chiedere come mai una attesa così lunga per arrivare nelle nostre sale. La pellicola, infatti, può intrigare in egual misura giovani e persone agée, amanti di gialli e thriller, e famelici di pagine oscure del passato recente.

Vissia Menza

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