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Recensione romanzo L’assassino cieco di Margaret Atwood

Cla-mo-ro-so.

Seguite il labiale: cla-mo-ro-so. E’ ormai qualche mese che mi sto domandando come abbia fatto a sfuggirmi la Atwood in anni di frequentazione (almeno) settimanale di libri, quotidiana di siti specializzati, praticamente oraria di mail e newsletter. Ci sono – infine – arrivato con la celeberrima lista dei 1001 libri da leggere, un elenco che avrà un gran numero di lacune ma a cui, fosse solo anche per questo, mi tocca essere riconoscente.

Curiosamente, “L’assassino cieco”, romanzo che ho trovato il più completo e narrativamente interessante fra quelli letti finora, non è nella lista. Mi è venuta in soccorso Dannyella, che ha una delle librerie più interessanti di Anobii. Ecco, grazie.

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“Dieci giorni dopo la fine della guerra mia sorella Laura precipitò con l’auto giù da un ponte”.

Non male come incipit, vero? Diciassette parole che definiscono tre elementi essenziali del romanzo: la voce narrante è quella di Iris, anziana ultima esponente di famiglia di industriali canadesi che ha ormai perso ogni prestigio sociale e ogni ricchezza. Nella solitudine della sua vecchiaia Iris racconta la sua vita in una sorta di memoriale che ha un destinatario preciso: Sabrina, la giovane nipote, dalla quale è stata allontanata e alla quale è stata raccontata una versione lontana dalla verità.

Ma nelle diciassette parole che danno il via al romanzo c’è anche tutta la vita di Laura, sorella di Iris, personaggio memorabile di quelli che ti prendono il cuore fra le dita e lo stringono forte: scrittrice che ha lasciato il segno con un romanzo (“L’assassino cieco”, appunto) che narra le vicende di una coppia di amanti (con tanto di ulteriore metaromanzo all’interno), Laura emerge prepotentemente. E’ prima bambina e poi ragazza complessa, sempre in attesa di “qualcosa che si avvicinava senza far rumore, come un treno fatto di vento”, una figura che componi un pezzettino alla volta come in un puzzle di cui non possiedi il disegno originale.

Intraprendi una lunga e disperata discesa verso il finale – bellissimo – e chiudi l’ultima pagina, senza che i diversi piani narrativi abbiano creato un minimo dislivello nel lettore. Quasi un miracolo.

Semplicemente, da non perdere. Da leggere. Oh, subito!

Alfonso d’Agostino

SCHEDA LIBRO
Autore: Margaret Atwood
Titolo: L’assassino cieco
Traduzione: Raffaella Belletti
Editore: Ponte alle Grazie
Collana: Romanzi
Pagine: 552
ISBN: 978-8862208215

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