//L’uomo che rifiutò il saluto

L’uomo che rifiutò il saluto

By |2015-03-29T13:19:51+00:00marzo 29, 2015|Fotografia|

Oriana Fallaci – a cui prima o poi dovremo dedicare grande spazio – sosteneva che “Il coraggio è fatto di paura”. Una frase che ci aiuta a uscire da uno stupido machismo e restituisce una dignità ancor più grande al gesto di August Landmesser, operaio in un cantiere navale tedesco.

Perché è evidente che l’eroe non è chi viene pervaso dall’incoscienza, chi compie un gesto senza curarsi delle conseguenze, chi non le immagina. E’ eroico chi avverte la paura, chi sente le membra irrigidirsi nel terrore, eppure fa. O, come nel caso di August, NON fa.

August era iscritto al partito nazista. August decide di restituirne la tessera nel 1935, dopo che il comune di Amburgo si è rifiutato di registrare il suo matrimonio con Irma, perché la donna che August vuole al suo fianco è ebrea.

August e Irma avranno due figlie, concepite negli intervalli fra una incarcerazione e l’altra.
August finì in un campo di lavoro prima, nuovamente in carcere poi, infine in un battaglione di disciplina spedito sul fronte russo. Morì nel gelo del 1944.
Irma fu arrestata dalla Gestapo, internata in due lager prima e nel famigerato istituto “sanitario” di Bernburg poi. Morì in una camera a gas, nel 1942.

Le figlie? Furono affidate ad un orfanotrofio, poi a lontani parenti che raccontarono loro la storia dei genitori.

Nel 1991 il quotidiano tedesco Die Zeit pubblica una fotografia. Chiede ai suoi lettori di aiutare la redazione a identificare un operaio: nel bel mezzo di un pomposo varo navale, mentre la folla acclama il Fuhrer e mille braccia scattano verso l’alto nel saluto nazista, un uomo rimane a braccia conserte.

Irene, figlia di August, lo riconosce. Le ricerche successive confermano che è lui: un uomo coraggioso, cosciente di quello che fa e di quello che rischia, perché il coraggio è fatto di paura.

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Dici Alfonso e pensi alla sua amata Triestina, alla sua biblioteca (rigorosamente ordinata per case editrici) che cresce a vista d’occhio, alla Moleskine rossa sempre in mano e alla adorata Nikon con la quale cattura scorci di quotidianità, possibilmente tenendo il corpo macchina in bizzarre posizioni, che vengono premiati ma non pensiate di venirlo a sapere. Se non vi risponde al telefono probabilmente ha avuto uno dei tanti imprevisti che riuscirà a tramutare in un esilarante racconto di “Viva la sfiga!”. Perché lui ha ironia da vendere ed un vocabolario che va controcorrente in questo mondo dominato dagli sms e dagli acronimi indecifrabili. Decisamente il più polivalente di tutti noi dato che è… il nostro (e non solo) Blogger senior che con il suo alfonso76.com ha fatto entrare la blog-o-sfera nella nostra quotidianità.

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