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Recensione Canto di Natale 2020 di Tom Breakwater

<<Porca puttana vecchio mio, che botta!>>

Inizia così “Canto di Natale 2020. Variazione sul romanzo di Charles Dickens” scritto dall’enigmatico e misterioso Tom Breakwater nel 2013. L’autore australiano usa questo nome, uno dei suoi cinque pseudonimi, per “rompere l’acqua”, il suo lento scorrere, o forse il fluire della storia di Dickens, per rivisitarla in chiave moderna e rendere attualissimi i fantasmi del 1843.

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Jack, il protagonista della storia, vive in 122 pagine le ventiquattro ore che precedono il giorno di Natale, fa a botte con se stesso e con il suo passato, con i suoi pensieri e con le sue paure, con le sue fragilità e con quelle cicatrici che <<ti segnano proprio perché una seconda volta sarebbe imperdonabile>>. È la storia di un uomo che parla con se stesso, che litiga con il ricordo della donna amata e perduta, che si ubriaca e si confida con il fantasma del “caro, vecchio Tom” morto annegato qualche tempo prima, rendendo “ilvalidoJack” (tutto attaccato, perché è così che il protagonista si rivolge a se stesso) unico erede della sua lucrosissima attività; è la storia di un uomo, di quello stesso uomo, che si cerca dietro al bancone di un bar, vicino agli scaffali di un negozio di giocattoli, nel retro di una gioielleria e che si trova e ritrova, poco dopo, nel suo ufficio, in lacrime e con la camicia impregnata di champagne, deciso a liberarsi dei suoi fantasmi e del ruolo che si era costruito nel tempo.

“Canto di Natale 2020” è un testo che si fa leggere tutto d’un fiato: con il suo ritmo incalzante coinvolge il lettore attraverso dialoghi e colpi di scena, fa perdere la cognizione del tempo senza, per questo, togliere il giusto spazio alle riflessioni e alle considerazioni; è un viaggio nella mente di un uomo che preferisce annegare ogni giorno i suoi pensieri in un bicchiere di whisky piuttosto che ricordare il corpo del suo amico che affonda nel letto del fiume.

Giovanna Puccio

SCHEDA LIBRO
Autore: Tom Breakwater
Titolo: Canto di Natale 2020. Variazione sul romanzo di Charles Dickens
Editore: Fuorionda
Collana: Reverie
Pagine: 122
ISBN: 978-8897426561

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Comment(5)

  • Roberta Paladini
    05/02/2015 at 19:15

    E se prendessimo Ebenezer Scrooge e lo trasformassimo in un uomo ricco, bello, affascinante, assetato di potere, apparentemente freddo e scostante nelle relazioni sociali,che vive in un’epoca postmoderna? Cosa pensate che accadrebbe? Ce lo dice Breakwater Tom,in “CANTO DI NATALE 2020 (variazione sul romanzo di Charles Dickens), pubblicato nel 27 novembre 2013 dalla casa editrice Fuorionda. In 122 pagine,lo scrittore ripropone una storia che ha fatto emozionare anche i piccini grazie a Topolino e zio Peperone. L’atmosfera,le preoccupazioni sociali quasi odierne, come la droga,lo sfruttamento, la disoccupazione, fanno da scenario a quella che è la vita di Jack, costretto il giorno prima di Natale a confrontarsi, a fare a pugni, a sconfiggere le paure, le incertezze appartenenti a un uomo solo che preferisce affondare in un bicchiere di whisky piuttosto che affrontare la realtà. Queste incertezze durante la notte si trasformano in tre fantasmi: il fantasma del passato e del presente che vengono rappresentati dalle uniche due figure per lui realmente importanti, quali Tom(il suo unico vero amico) e Emily(unica donna che aveva amato); poi c’è il fantasma del futuro rappresentato dalla speranza e dall’amore di una famiglia che per Jack sarebbe diventata l’unico spiraglio di luce in una vite lussuosa,triste e desolata come la sua.Il libro,scritto in un mondo nuovo rispetto all’età vittoriana di Charles Dickens, con i suoi continui colpi di scena è stato capace di lasciare il lettore senza fiato,portandolo a porsi le domande più insolite e allo stesso tempo scontate quali:i soldi sono la fonte di ogni sorriso? Chi è ricco materialmente può soltanto accontentarsi di questo?

    A voi le riflessioni..

  • Sarah Agnese Sanasi
    05/08/2015 at 15:05

    Come rendere attuale un romanzo scritto ben 172 anni fa? Lo sa bene il misterioso autore australiano Tom Breakwater (questo è solo uno dei suoi 5 pseudonimi) che il 27 novembre 2013 ha pubblicato “Canto di Natale 2020 (variazione sul romanzo di Charles Dickens)”, edito da Fuori|Onda per la collana Reveire.
    Mentre Dickens volle sollevare una critica all’avida e egoistica società vittoriana, Breakwater si concentra sulle preoccupazioni sociali, sulla disoccupazione, sul valore del denaro, in un mondo in cui la ricchezza materiale vale più della ricchezza dell’animo.
    La storia si svolge anche questa volta nelle 24 ore precedenti il Natale, ma il protagonista non è più l’avaro finanziere londinese Ebenezer Scrooge ma “ilvalidoJack”, come egli stesso si definisce, affascinante uomo d’affari non simpatico ai clienti. Jack è un uomo triste che alla vigilia di Natale si trova a fare i conti con i suoi problemi, le sue paure e i suoi pensieri, in compagnia di un bicchiere di whisky. Nelle 122 pagine del Romanzo troviamo il protagonista che, nella notte di Natale, si trova a fare i conti con i suoi veri e propri fantasmi, resi più che attuali dall’autore: il fantasma del passato è il suo unico vero amico Tom, morto annegato; quello del presente è Elisa, l’unica donna che lui abbia mai amato e che ha perso; quello del futuro è l’amore di una famiglia felice e la speranza di averne una.
    I temi rispetto al romanzo di Dickens diventano più forti e più attuali (dalla droga allo sfruttamento) proprio per questo consiglierei questo romanzo, da usare come punto di partenza per una riflessione sui valori a cui dovemmo dare in realtà peso, per capire che non sono i cellulari di ultima generazione, né i lussi o gli sfarzi a farci compagnia la vigilia di Natale; l’amore e il calore che una famiglia può dare non potranno mai essere sostituiti da alcuna invenzione tecnologica, neanche nel Natale del 2020.

  • Vittoria Brunelli
    05/16/2015 at 19:27

    Recensione “Canto di Natale 20220” di Tom Breakwater

    “Porca puttana vecchio mio, che botta!”
    Inizia così il libro scritto dal misterioso autore australiano Tom Breakwater, intitolato “Canto di Natale 2020. Variazione sul romanzo di Charles Dickens”.
    La storia si svolge nelle ventiquattro ore che precedono il giorno di Natale, ma in questo caso il protagonista non è più il ricco e avaro uomo d’affari Ebenezer Scrooge, ma Jack o meglio “ilvalidoJack” come lui stesso si definisce. Jack ha tutto quello che un uomo vorrebbe: soldi, fascino, potere, carisma. Sembra che ogni cosa gli vada per il verso giusto: il lavoro, gli affari, le donne, i riconoscimenti. Tutto questo gli ha permesso di fare della sua vita un’impresa di successo. Almeno così sembra. Ma è questa la felicità? Jack è un uomo triste, ma soprattutto tormentato ed estremamente fragile (pur non sembrandolo). Durante la vigilia di Natale si ritrova a parlare con se stesso, a fare a pugni con i suoi problemi e con le sue paure che di norma preferisce affondare in un bicchiere di whisky piuttosto che soffrire rivivendo la scena in cui l’amico Tom annaspa nelle acque del fiume che lo inghiottiranno per sempre. In tutto il romanzo Jack si trova a fare i conti con i suoi fantasmi. Il fantasma del passato e del presente che sono rappresentati dalle uniche due figure realmente importanti per lui: il suo unico vero amico Tom ed Emily, l’unica donna che abbia mai amato e che ha perso. Il fantasma del futuro, invece, viene rappresentato dalla speranza di avere una famiglia felice.
    “Canto di Natale 2020” è un libro molto affascinate, ricco di colpi di scena, che si legge tutto d’un fiato portando il lettore a chiedersi se i soldi, il potere, l’ambizione, il successo… rendano realmente felice un uomo.

    Vittoria Brunelli

  • yasmin makhluf
    05/25/2015 at 10:50

    Ventiquattro ore prima del giorno di natale, un uomo ricco, avaro, a cui non importa niente di nessuno; Ebenezer Scrooge penseranno molti di voi, invece no, si tratta del “valido Jack”.
    “Canto di Natale 2020″ è una rivisitazione di Tom Breackwater del classico di Chaeles Dickens.
    Il ” valido Jack”, al contrario del vecchio Scrooge, è un uomo bello, affascinante, elegante, ma come lui era sfacciatamente ricco, arrogante e solo.
    Jack è a capo di un’azienda in continua crescita ma ha un passato che lo tormenta.
    Il fondatore dell’azienda, suo capo e forse suo unico amico, si chiamava Tom. I due amavano divertirsi, bere, fare uso di sostanze non propriamente legali; durante uno dei loro viaggi di piacere qualcosa però è andato storto, Tom è annegato davanti agli occhi di Jack.
    Dopo la morte del suo amico, Jack non ha abbandonato questo sregolato stile di vita e Tom a sua volta non ha abbandonato Jack, che continua a sentire la sua voce in ogni momento della giornata.
    Tom Breakwater descrive in questa rivisitazione il cambiamento del protagonista, dovuto alla “presenza” assidua dell’ amico nei suoi pensieri, che lo invitava a riflettere e a essere onesto con se stesso.
    Ma è davvero lo spirito di Tom a parlare a Jack? O sono gli effetti dell’alcool e delle droghe da lui assunte? Questo non lo sapremo mai, forse è lo stesso Jack a desiderare un cambiamento, a voler essere diverso, ma non potendo essere onesto con se stesso fino in fondo, delega questo compito a Tom.
    Alla fine del libro Tom però si mostra a Jack e lo mette davanti a un fatto che ha cercato di dimenticare, facendogli rivivere la notte della sua morte.
    Tom Breakwater in queste 122 pagine rende attuale un personaggio classico della letteratura, e la storia di Jack risulta ai giorni d’oggi molto verosimile, forse troppo verosimile, la solitudine, i sensi di colpa, cercare di affogare i dispiaceri nell’ alcool sono situazioni in cui tutti almeno una volta si sono trovati; sta solo a noi decidere come uscirne; il “valido Jack”, ha scelto di liberarsi del suo peso in un modo del tutto inaspettato.

  • Debora Cardinali
    05/28/2015 at 12:37

    “Canto di Natale 2020″è la rivisitazione del “A Christmas Carol” di C. Dickens ambientato nel XIX secolo e che qui viene portato duecento anni in avanti. L’autore Tom Breakwater,conosce bene la storia di Ebenezer Scrooge,che ispira in questo libro quella di Jack,anzi”l’impavidoJack”,come lui stesso si definisce. Jack ha tutto ciò che un uomo possa desiderare:ricchezza,potere,belle donne e fiumi di alcol;è cinico,furbo,intelligente,brillante,possiede le parole giuste al momento giusto e lascia sempre dietro di sé un velo di seduzione. Tutto sembra essere perfetto,ma alla vigilia del Natale,qualcosa accade… Due fantasmi del passato spuntano a tormentarlo costringendolo a fare i conti :con il suo vissuto,con il suo presente e con il suo futuro. L’arrivismo,il potere,la sete di fama,le relazioni superficiali,la solitudine,i sensi di colpa,l’alcol,il vuoto dell’anima,si smaschereranno di fronte a quella idilliaca vita che “ilvalidoJack” si è costruito? Questa non è una storia qualunque,questo non è un racconto già sentito,questa è la storia che mette il lettore di fronte a problematiche odierne: pone questioni sia personali che sociali,di cui tutti prima o poi si interrogheranno. Non c’è quindi un’età precisa in cui leggere questo libro:prima o poi tutti dovrebbero leggerlo. Sono 122 pagine che si leggono in un lampo,in cui si è lasciati in sospeso tra una pagine e l’altra. Arrivare all’ultima pagina,rimettere insieme i pezzi e ricomporre il puzzle sarà l’unico obbiettivo. Il motivo per cui Jack si definisca impavido e se lo sia veramente,starà al lettore scoprirlo.

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