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Storia di una fotografia: l’alzabandiera di Iwo Jima

Ci sono “foto in posa” che passano per essere scatti di autentico reportage e immagini reali che passano per essere foto in posa. E poi c’è una foto, una delle più popolari della storia umana, che non è in posa, lo sembra, eppure non è del tutto vera. Una storia complicata, che vale la pena provare a raccontare.

23 febbraio 1945, Iwo Jima: i marine stanno scrivendo una pagina di storia americana e militare conquistando una delle isole meglio difese dai giapponesi. Dopo quattro giorni di battaglia logorante, una di quelle carneficine che persino il cinema fa fatica a raccontare, il monte Suribachi è finalmente espugnato. I soldati USA si affrettano a issare sulla cima del monte la bandiera a stelle e strisce: Louis R. Lowery, fotografo della rivista ufficiale del Corpo dei Marines, fotografa l’alzata.

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Il “primo” alzabandiera fotografato da Louis R. Lowery per il Leatherneck Magazine

Che dite? Non è la foto che credevate di ricordare?
No, in effetti non è quella. C’è un motivo: il Segretario alla Marina James Vincent Forrestal, giunto a Iwo Jima, notò la bandiera sventolante e chiese che gli venisse affidata per essere custodita in un museo. La bandiera venne ammainata, inserita in un tubo di metallo, e immediatamente dopo ne fu issata un’altra: Joe Rosenthal, fotografo della Associated Press, ebbe la prontezza di scattare (f/11, 1/400 di secondo) una delle immagini più famose della seconda guerra mondiale:

iwo jima joe rosenthal

Il valore simbolico dello scatto fu immediatamente evidente: lo scatto fu radiotrasmesso e apparve sui giornali appena diciassette ore e mezzo dopo la sua realizzazione, un vero record per l’epoca!

Nel frattempo, Rosenthal è sostanzialmente ignaro di aver appena cambiato la sua vita: chiede a un gruppo di marines di posare sotto la bandiera e così quando – nove giorni più tardi – rientrerà in patria, alla domanda “ma si trattava di una foto in posa?” la sua mente andò all’immagine successiva, e rispose affermativamente. Passò i successivi sessanta anni a spiegare questo clamoroso fraintendimento…

La foto con i marines "in posa" che generò il misunderstanding
La foto con i marines “in posa” che generò il misunderstanding

Riassumere l’impatto di “Raising the Flag on Iwo Jima” è davvero complicato. Mi affiderò ad una gallery fotografica, certo di aver dimenticato almeno un paio di fondamentali riprese di uno scatto eterno.

Alfonso d’Agostino


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