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Recensione del film di animazione ALBERT E IL DIAMANTE MAGICO

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ALBERT vive nella cittadina di Kalleby, è un ragazzino dalla chioma rossa e spettinata, con una miriade di cerotti sulle gambe e un paio di occhialoni tondi. È il classico bimbo sveglio, vivace, amato da mamma e papà, e con la propensione a cacciarsi nei guai. La sua iperattività non è ben vista dalla popolazione, soprattutto dopo che ha accidentalmente distrutto la statua dell’eroe locale (il capitano di mongolfiera Leopoldus) e la sua ecletticità gli ha riservato critiche e numerosi scherzi da parte del bulletto del paese, ma non gli ha impedito di avere un migliore amico insostituibile: Egon. E con Egon, il nostro Albert vivrà un’avventura senza precedenti.

Dicevamo che tra i primi disastri del ragazzino c’era la distruzione della statua che troneggiava nella piazza di Kalleby, quindi sin da piccolissimo Albert si era messo in testa di diventare capitano di mongolfiera. Oggi ha deciso di non attendere oltre: convince con maniere risolutive l’amichetto a partire e salpa verso nuovi orizzonti. E, mentre i due si getterano alla ricerca di una vera mongolfiera, s’imbatteranno in finti galantuomini, ladri da strapazzo, poliziotti distratti, illusionisti e veggenti. Troveranno anche il tempo di finire nei guai per un diamante e fare nuove amicizie prima di tornare, infine, a casa con tante storie da raccontare e regali sorprendenti.

Photo: courtesy of Notorious Pictures
Photo: courtesy of Notorious Pictures

Il personaggio di Albert è tratto dall’omonimo racconto (da noi edito da MURSIA) nato dalla penna di Ole Lund Kirkegaard, insegnante e autore di libri per ragazzi danese, morto troppo giovane. Dello scrittore, che non era parente del noto filosofo (con cui condivideva la nazionalità e un cognome molto simile), ci rimangono solo tredici storie colorate e avvincenti che non smettono di sorprendere adulti e piccini per quanto siano frizzanti e senza tempo.

Albert e Egon ci insegnano l’importanza della vera amicizia e dell’onestà, del perseguire i propri sogni e che un pizzico di follia non guasta mai. Sono divertenti, le loro (dis)avventure ci ricordano le tante volte in cui ce ne sono capitate di ogni e ci siamo sentiti sfortunati e il lieto fine è una boccata di ossigeno nel mare di storie tristi che ci circondano. La forza del film di animazione ALBERT E IL DIAMANTE MAGICO, in sala dal 18 giugno 2015, è esattamente questa: è colorato, divertente (molto), un po’ spericolato, magico e con un adorabile finale carico di amore e speranze, apprezzato e premiato con un applauso.

Photo: courtesy of Notorious Pictures
Photo: courtesy of Notorious Pictures

Il progetto è, nuovamente, tutto europeo e non ci fa rimpiangere le grandi produzioni. La storia riesce a catturare non solo i più giovani (in sala con noi molti bambini divertiti e attenti a ogni battuta) ma anche gli accompagnatori, probabilmente increduli di assistere a una favola moderna, priva di strazio e farcita di positività. Quindi, se siete alla ricerca di refrigerio dalla canicola, o di riscaldarvi dopo l’ennesimo acquazzone estivo, il suggerimento è di fare la conoscenza di Albert e Egon nel cinema più vicino a voi.

Chiudiamo con una segnalazione: in occasione dell’uscita in sala del cartone animato, è stato organizzato un concorso che vi farà vincere un viaggio nelle magnifiche terre di Danimarca – Tutti i dettagli con un click QUI.

Buon divertimento e in bocca al lupo!

Vissia Menza

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