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Storia di una fotografia: Il poliziotto e il bambino

E’ bello quando la vita ti regala un’altra possibilità.

Il 23 febbraio del 1945 William Beall, fotografo che accompagnava un battaglione di marines, si trovava a Iwo Jima. A pochi chilometri da lui, Joe Rosenthal stava per scattare una delle fotografie più famose di tutti i tempi (l’abbiamo raccontata qui).

Tredici anni più tardi, gli dei della fotografia concessero a Beall una nuova opportunità. Era il 1958, e “il fotografo che mancò l’alzabandiera di Iwo Jima” si trovava a Jonesboro per un reportage sul Capodanno cinese. Mentre un dragone colorato di carta completava la sua sfilata lungo la strada, l’attenzione del reporter fu catturata da un bambino sul marciapiedi. Inevitabilmente attratto dai fuochi di artificio, il bambino stava per mettere a dura prova il suo angelo custode… A garantirne la sopravvivenza fu l’agente Cullinane, che si avvicinò all’infante e lo convince con paterna umanità a fare attenzione. Beall fece clic.

Beall-Pulitzer

L’immagine vinse il premio Pulitzer in quello stesso anno. Divenne rapidamente un’icona al punto da essere adottata come il simbolo del dipartimento di polizia locale. Qualche anno più tardi una statua riproducente la stessa scena fu collocata davanti al municipio della città.

UNDATED HANDOUT IMAGE: A statue in Jonesboro, Ga. depicts Bill Beall's Pulitzer-winning photograph of a D.C. police officer and a boy taken in 1957. (Courtesy of Denny Beall)
(c) Denny Beall

La vita concede sempre una seconda possibilità. E Beall la colse con la pressione del suo indice destro.

Alfonso d’Agostino


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