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Recensione di un classico della commedia: NATIONAL LAMPOON’S VACATION

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C’erano una volta i Griswold: papà Clark, mamma Ellen e i due figli Russell e Audrey. Un’estate Clark decide di regalare a tutto il clan una vacanza memorabile, cambia quindi l’auto e pianifica attentamente un coast-to-coast che li conduca da Chicago a Los Angeles. L’idea è di vivere un family trip all’insegna dell’avventura e del buon umore. Ovviamente, la sfortuna ci vede sempre bene e il quartetto sin dal primo giorno si ritrova ad affrontare non poche prove: dai parenti serpenti, alle avversità meteo, ai colpi di sonno e altre sventure.

Tutto questo accadeva oltre trent’anni fa (era il 1983) nella commedia NATIONAL LAMPOON’S VACATION, un road movie divenuto subito film-culto in madrepatria, che mostrava e prendeva in giro tutti gli stereotipi della famigliola middle class americana  (e non solo) a caccia di relax durante la pausa estiva.

Di acqua sotto i ponti ne è passata davvero molta. All’epoca, più il viaggio si faceva snervante più il divertimento del pubblico diveniva incontenibile, oggi, invece, rivedere il dvd fa tenerezza. Ci sono, infatti, opere che rimangono sempre verdi e altre che – ahinoi – si portano sulle spalle i segni degli anni che passano e NATIONAL LAMPOON’S VACATION appartiene a questa seconda categoria.

Nonostante a suo tempo avesse contribuito a iniettare linfa vitale al genere “commedia assurda ricolma di gag adatta a tutta la famiglia”, la pellicola oggi appare datata, impolverata, sbiadita. Probabilmente l’evoluzione dell’umorismo e dei costumi è stata decisiva, fatto sta che ai giorni nostri non ridiamo più e molte situazioni sono talmente obsolete da essere al limite dell’incomprensibile.

Ciò non toglie che trascorrere due ore in compagnia dei grandi classici del cinema faccia sempre piacere e ogni volta ci stupisca notare come, dagli anni ’80 a oggi, gli stereotipi sui vacanzieri – drammi high tech compresi – non siano cambiati più di tanto. Ciò che accade ai Griswold, accade da sempre (e sempre accadrà) in molte famiglie. Alcune cose le abbiamo vissute in prima persona, altre invece le abbiamo sentite. Chi non ricorda gli elogi alla station wagon? Chi non ha dovuto sorbirsi, durante una torrida estate, una sfiancante dose di chilometri sullo scomodo sedile posteriore di una macchina inadatta ad un on the road con mamma e papà? E ancora, non ditemi che non avete un (lontano) parente che viva solo, sia un po’ rimbambito e probabilmente pieno di soldi, perché pura nella mia anomala famiglia la Zia Edna di turno c’è stata!

Dispiace quindi notare come lo scorrere del tempo abbia affievolito la poesia. Soprattutto perché dietro la macchina da presa c’era un attore/regista, molto in voga all’epoca, assai abile con questo genere di cinematografia: Harold Ramis, che molti ricorderanno in GHOSTBUSTERS e per la direzione di TERAPIA E PALLOTTOLE.

Oramai, l’unico modo per far ri-splendere i Griswold è dar loro una rinfrescata, motivo per cui attendo con curiosità il nuovo capitolo della serie in uscita il prossimo mese. “Come ti rovino le Vacanze”, una sorta di sequel/reboot, proverà infatti a inondare di umorismo il nostro Ferragosto.

Il consiglio è quindi di prepararvi all’evento ripassando i vecchi episodi con protagonista Chevy Chaase magari andando a caccia di quei particolari che, molti anni più tardi, sono stati ripresi e omaggiati dal cinema di casa nostra 😉

Vissia Menza

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