//Storia di una fotografia: la tempesta sul faro

Storia di una fotografia: la tempesta sul faro

By | 2015-09-28T09:21:09+00:00 settembre 9, 2015|Fotografia|

Diciamo la verità: questa foto l’abbiamo vista quasi tutti. Ha troneggiato come memorabile sfondo del desktop dei nostri personal computer, ha addobbato (e addobba ancora, almeno per quanto ci riguarda) le pareti di casa, è stata scambiata in cartolina quando ancora si inumidivano i francobolli con la punta della lingua. Insomma, è un’immagine famosa.

ondata sul faro - Jean Guichard

(c) Jean Guichard

Ne è forse meno nota la storia, la collocazione geografica e quella temporale. Proviamo a rimediare.

È il 21 dicembre 1989. Il fotografo Jean Guichard si trova su un elicottero; noto per le sue immagini di paesaggi marini, ha affiancato con il suo mezzo un elicottero di salvataggio diretto verso il Mare d’Iroise, parte dell’Oceano Atlantico fra l’Île de Sein e Ouessant, in Bretagna, celebre come uno dei tratti di mare più pericolosi d’Europa per le forti correnti che ne segnano le acque. La costruzione stessa del faro è durata la bellezza di sette anni, a causa non di intoppi burocratici ma delle continue tempeste.

All’interno del faro, il guardiano è Théodore Malgorn. Sta attendendo di essere riportato a terra ed è uscito dalla stanza di controllo proprio quando un’ondata enorme ha iniziato ad avvolgere la costruzione. Riesce a rientrare precipitosamente e a chiudere la porta, poco dopo lo scatto che varrà a Guichard il premio World Press Photo. L’insieme delle fotografie scattate a raffica fa piuttosto impressione: godetevela cliccando qui.

Particolare

Particolare

Meno di due anni dopo, il Faro della Jument, nato nel 1911 grazie a una donazione di tal Charles Eugène Potron, già sfuggito ad un naufragio in quelle acque, è stato automatizzato, e non ospita più alcun essere umano. Continua a lanciare nell’aria i suoi tre lampi rossi e a coadiuvare il viaggio di centinaia di navi ogni anno.

Alfonso d’Agostino

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Dici Alfonso e pensi alla sua amata Triestina, alla sua biblioteca (rigorosamente ordinata per case editrici) che cresce a vista d’occhio, alla Moleskine rossa sempre in mano e alla adorata Nikon con la quale cattura scorci di quotidianità, possibilmente tenendo il corpo macchina in bizzarre posizioni, che vengono premiati ma non pensiate di venirlo a sapere. Se non vi risponde al telefono probabilmente ha avuto uno dei tanti imprevisti che riuscirà a tramutare in un esilarante racconto di “Viva la sfiga!”. Perché lui ha ironia da vendere ed un vocabolario che va controcorrente in questo mondo dominato dagli sms e dagli acronimi indecifrabili. Decisamente il più polivalente di tutti noi dato che è… il nostro (e non solo) Blogger senior che con il suo alfonso76.com ha fatto entrare la blog-o-sfera nella nostra quotidianità.

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