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GOYA Visioni di Carne e Sangue: la grande arte torna al cinema

Dallo scorso ottobre sino a gennaio, la National Gallery di Londra ha ospitato una mostra che è stata un vero trionfo per gli amanti della pittura settecentesca: Goya – The Portraits. Un percorso fine e attento che ci ha avvicinato un po’ di più al grande artista spagnolo, svelandoci non solo le opere ma anche qualcosa di nuovo sulla sua vita, ricca di soprese e di sfide stupefacenti.

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L’esposizione ha calato il sipario poche settimane fa, il 10 gennaio 2016. Coloro che non sono riusciti a ritagliarsi un weekend oltre Manica non devono però disperare perché Nexo Digital è riuscita a compiere ancora una volta una magia. Solo oggi e domani (2 e 3 febbraio) torna la Grande Arte al Cinema con Goya – Visioni di carne e sangue, un film diretto da David Bickerstaff (il regista de La Ragazza con l’Orecchino di Perla, visto nel 2013).

Tutti potranno avvicinarsi non solo ai lavori ma anche ai drammi, ai successi e alle speranze di un uomo dal talento straordinario. Il documentario ci porta, infatti, dalle sale del museo britannico ai luoghi in cui l’autore visse, dalla campagna di Siviglia alle pagine di uno quaderno per appunti poco noto. Lo spettatore può quindi da un lato ammirare le celebri tele (non solo quelle esposte alla National Gallery), dall’altro lato può udire esperti e famosi artisti tratteggiare un inedito profilo psicologico del personaggio pubblico e privato, e scoprire parallelismi tra il periodo storico e la movimentata esistenza del geniale ritrattista.

Francisco José de Goya y Lucientes, noto come Francisco Goya, nasce in un borgo dell’Aragona, da un padre doratore e da una madre appartenente alla piccola borghesia. Sin da bambino è determinato a diventare pittore ma il fato pare essergli avverso. A quattordici anni va a bottega e, dopo il duplice rifiuto dell’Accademia di Belle Arti di Madrid, decide di intraprendere un viaggio in Italia per ottenere l’agognato status che in Madre Patria non riesce a raggiungere. Forte dell’esperienza acquisita in un itinerario che lo porta da nord a sud della Penisola, da Venezia a Napoli attraverso Roma, quando torna a casa, infine, arrivano le opportunità.

Le capacità e la determinazione dell’uomo furono tali da riuscire a capovolgere gli eventi e raggiungere il proprio obiettivo alla “veneranda” età di 37 anni. I primi lavori lo videro occupato con i cartoni per gli arazzi reali e solo in un secondo tempo ottenne le commissioni per eseguire ritratti ufficiali. Oggi diremmo che fu un self-made man con stoffa da vendere e Goya – The Portraits ha deciso di ripercorrere la sua longeva carriera puntando proprio sui ritratti dei reggenti e degli aristocratici dell’epoca. E, da questa angolazione, emerge con forza tutta la modernità, la sorprendente bellezza e l’audacia dell’autore.

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Francisco Goya, portrait of the Duke of Wellington – Photo: courtesy of ufficio stampa

Perché Goya non rinunciò mai all’indipendenza del proprio occhio, non fu caricaturale o mortificante, riuscì ad equilibrare coraggio e riconoscenza verso i suoi committenti. Il risultato fu una collezione di opere dai volti vivi, che respirano, che raffigurano persone tangibili, reali e all’occorrenza regali. Quadri apprezzatissimi dalla nobiltà di allora e dal pubblico di oggi. Fu un vero precursore di una modernità che doveva ancora arrivare e se ne accorsero anche i suoi contemporanei.

Tutto questo e molto altro, vi aspetta in sala nei prossimi due giorni, grazie a  Goya – Visioni di carne e sangue, un appassionante filmato che riserva più di una sorpresa.

Per informazioni e biglietti visitate il sito ufficiale: www.nexodigital.it 

Vissia Menza 

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