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Speciale Berlinale 2016 – Lunedi di lacrime, risate e sospiri

Berlinale 2016 official poster - Velvet Creative Office © Internationale Filmfestspiele Berlin
Velvet Creative Office © Internationale Filmfestspiele Berlin

Lunedì intenso qui a Berlino. In concorso internazionale continua a regalare sorprese. Oggi si è confrontato col pubblico Quand on a 17 ans (Being 17). Storia di due adolescenti, apparentemente bulletti, decisamente insicuri, che si detestano e finiscono a vivere sotto lo stesso tetto. Con lo scorrere dei trimestri i due cresceranno e dovranno superare non poche prove. Protagonista è Sandrine Kiberlain nei panni di una madre attenta, di una moglie innamorata, di un medico che è una guida per la comunità. L’attrice francese ci commuove con la sua bravura e ha tutte le carte in regola per portarsi a casa un premio insieme al giovanissimo co-protagonista Kacey Mottet Klein, che con uno sguardo rubato è in grado di comunicare un intero paniere di emozioni. L’ex bimbo (prodigio) di Sister è stato il più richiesto giovane talento della giornata. Si è svolto, infatti, oggi un incontro importate, quello con le Shooting Stars, le stelle di domani. Gli attori i cui nomi non sono ancora scolpiti nelle nostre menti ma le cui interpretazioni ci strabiliano ogni volta e l’attore svizzero (classe 1998!) è stato l’oggetto del desiderio di una lunga schiera di intervistatori.

Il pomeriggio è stato altrettanto esplosivo, grazie all’incontro di Thomas Vinterberg con gli studenti e il pubblico affezionato di Berlinale Talents. All’interno di un teatro, intimo e raccolto, abbiamo ripercorso la nascita del movimento Dogma 95, che 20 anni fa ha rivoluzionato il fare cinema in Scandinavia (e non solo), e la carriera del regista, costellata di successi da Festen ai giorni nostri. E siccome tra qualche giorno porterà in concorso la sua ultima fatica Kollektivet, abbiamo potuto vedere alcune clip in anteprima. L’opera si preannuncia ironica, emozionante, intensa. Una nuova esplorazione dell’essere umano e delle sue fragilità, proprio come piace al cineasta danese che ha dispensato consigli agli aspiranti registi e attori ed ha condiviso alcuni piccoli segreti del mestiere con chi è riuscito ad agguantare un biglietto per l’evento – molte più righe sono in arrivo.

Julianne Moore e Greta Gerwig alla conferenza stampa di Maggie's Plan © Michelle Iwema. All rights reserved
Le attrici Julianne Moore e Greta Gerwig alla conferenza stampa del film Maggie’s Plan di Rebecca Miller © Michelle Iwema. All rights reserved.

E non è finita qui. Il primo gala della serata è stato quello dedicato a Rebecca Miller e al suo Maggie’s Plan, alla presenza della splendida Julianne Moore. La proiezione è stata un successo. Il film è una commedia sentimentale acuta, un po’ amara, con dialoghi strabilianti che ha strappato ai presenti un numero imprecisato di risate e di applausi a scena aperta. In molti si sono domandati perché mai non sia stato inserito nella competizione ufficiale: avrebbe sbaragliato la concorrenza! In una New York City dei giorni nostri, in una casa artsy ma disordinata quanto quella di ognuno di noi, si crea un triangolo tra intellettuali. Un uomo incompiuto e insicuro deve fronteggiare due determinate mogli di successo. La fotografia, le situazioni e la sagacia dello script ci rievocano il cinema colto a cui ha abituati Woody Allen e di cui si sente sempre più la mancanza. Ma dalla figlia di Arthur Miller non potevamo attenderci altro.

Vissia Menza

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