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Segnalazioni – Arte: NO PLACE 2 al Castello di Fombio

By |2018-04-19T15:46:10+00:00marzo 10, 2016|Arte, Tempo Libero|

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NO PLACE 2

12 marzo 2016

Castello di Fombio (LO)

N 45° 8’ 3.339”

E 9° 41’ 3.878”

 

Sabato 12 marzo 2016 gli spazi del Castello di Fombio (LO) ospiteranno NO PLACE 2, una esperimento sociale che scardina le consuete modalità espositive: ogni partecipante è al tempo stesso artista e curatore e perciò chiamato a invitare altri artisti basandosi sulla metafora del rizoma.

Un gruppo iniziale di 16 autori ha coinvolto più di 400 artisti che stupiranno il pubblico con opere che vivranno di “luce propria” nell’oscurità delle suggestive sale del castello: qualsiasi dispositivo che contenga una fonte di luce, smart-phone, tablet, computer, lightbox etc. potrà diventare il supporto per la propria traccia luminosa, dando forma a una serie di presenze discrete fatte di luci vibratili e mai definitive.

L’evento avrà inizio quando il primo autore entrerà nello spazio per installare la propria opera e terminerà solo quando l’ultimo artista avrà abbandonato l’edificio: fino a quel momento, gli esiti saranno imprevedibili.

Per informazioni e approfondimenti http://noplace.space

Elisa Bollazzi

 

ndr anche Elisa Bollazzi sarà presente all’evento con il frammento di un’opera di Anish Kapoor – il primo della sua Microcollection – visibile al microscopio

Artista e scrittrice si diletta a trasformare in un flusso di parole la sua vita itinerante da una galleria a un museo da una sala cinematografica a un teatro da un incontro con l’autore a una biennale.
Inizia a scrivere a sei anni sotto l’amorevole guida dell’adorata maestra Luigia. Dapprima le vocali: 40 a 40 e 40 i 40 o 40 u in seguito le consonanti, 40 per ognuna e quindi tutte in fila. Di lì a poco vocali e consonanti abbracciate in mille modi all’apparenza indecifrabili: ab ac al am an ao ar as at au av az Ba bo bu Ca cc ci cr cu Da du Aa dd nn pp ss vv zz, inspiegabili suoni che d’un tratto trovano un senso e come d’incanto si trasformano in parole e pensieri. Elisa sa guardare, ascoltare, pensare e ora anche scrivere: il gioco é fatto!
Dal 1990 si dedica con devozione al suo Museo Microcollection

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