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Film in concorso al FCAAAL 2016: Madame Courage di Merzak Allouache

By |2016-04-06T17:54:41+00:00aprile 6, 2016|Cinema, Festival, Recensioni Film|
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Photo: courtesy of 26° FCAAAL

Omar è giovane, solitario, si sostiene con alcuni furtarelli e si dà forza facendo uso di stupefacenti in particolare di madame courage, una droga diffusa tra i ragazzi algerini che ti illude di essere un supereroe ed ha il potere di farti dimenticare solitudine, degrado e l’assenza di prospettive. Un giorno però Omar ruba la catenina a Selma e qualcosa cambia: non riesce a dimenticarla e inizia un gioco pericoloso. Mentre lui inizia a vivere un sogno lucido noi scopriamo la realtà che lo circonda, un mondo lontano da quello delle cartoline da cui non vi è apparente via d’uscita.

Il nuovo lungometraggio del regista Merzak Allouache torna ai toni drammatici, ci porta in Algeria, e ci narra una storia d’infelicità attraverso gli occhi tristi, ma ancora con un velo di una speranza, dei suoi giovani protagonisti. Pian piano, senza scivolare in un’improbabile favola, la trama si svolge in una quiete surreale e angosciante, regalandoci anche un acerbo e leggero sogno di amore. Facendoci dimenticare il contorno di privazioni, regole assurde e assenza di tutto, la pellicola sfrutta l’espediente dalla luce, dall’alternanza tra buio e luminosità quasi accecante, per coinvolgerci e portarci in quelle polverose strade al seguito del ragazzino. E, assorbiti dal suo agire e dalla sua bizzarra determinazione, dimenticheremo l’assenza di dialoghi serrati e di altri dettagli, a favore dell’attesa di un happy ending impossibile da ottenere.

Premiato a diversi festival internazionali tra cui alle Journées Cinématographiques de Carthage (Miglior Attore Adlane Djemil) e al Festival du Film Méditerranéen de Bruxelles (Premio Giuria Giovani), Madame Courage non è adatto a chi è in cerca della classica fotografia del disagio delle nuove generazioni cresciute insoddisfatte in un paese non lontano dalle nostre coste; a chi vuole vedere a tutti i costi una ribellione che porti alla rinascita; e a coloro che hanno una dipendenza da opere chiassose in grado di (s)travolgere chi guarda con un fiume di parole. Per contro la pellicola si presta ad essere apprezzata da quanti gioiscono nello scoprire nuovi piccoli dettagli di una realtà vicina (chilometricamente) ma ancora molto distante da noi.

Vissia Menza

Ennio Flaiano amava ricordare che “Il cinema è l’unica forma d’arte nella quale le opere si muovono e lo spettatore rimane immobile.”, ed è Vissia ad accompagnarci con passione e sensibilità nelle mille sfaccettature di un’arte in movimento. Ma non solo. Una guida tout court, competente e preparata, amante della bellezza, che scrive con il cuore e trasforma le emozioni in parole. Dal cinema alla pittura, con un occhio vigile per il teatro e la letteratura, V. ci costringe, piacevolmente, a correre per ammirare un’ottima pellicola o una mostra imperdibile, uno spettacolo brillante o un buon libro. Lasciarsi trasportare nelle sue recensioni è davvero facile, perdersi una proiezione da lei consigliata dovrebbe essere proibito dal codice penale. Se qualcuno le chiede: ma tu da che parte stai? La sua risposta è una sola: “io sto con Spok, adoro l’Enterprise e sono fan di Star Trek”

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