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WHISKEY TANGO FOXTROT, la recensione del film con Tina Fey e Martin Freeman

 Whiskey Tango Foxtrot

Reduci dalla parentesi nell’action thriller con Will Smith e Margot Robbie, Focus- Niente è come sembra, i registi Glenn Ficarra e John Requa ci guidano alla scoperta del Medio Oriente durante uno dei conflitti più sanguinosi della storia dell’umanità post 11 Settembre, attraverso le memorie e le esperienze della giornalista Kim Baker raccolte nel libro biografico “The Taliban Shuffle: Strange Days In Afghanistan And Pakistan” e adattato per il grande schermo (con diverse variazioni) nel dinamico e frizzante Whiskey Tango Foxtrot.

Stati Uniti, 2003. La reporter Kimberly Baker (Tina Fay) viene incaricata dal governo americano per svolgere un’importante missione in Afghanistan: documentarsi sulle stragi che avvengono in loco e soprattutto avere dei contatti con i leader afgani per conoscere le strategie del regime talebano, così da tener informato il mondo intero. Seppur riluttante all’inizio, Kim accetta in quanto vede la sua partenza come un’opportunità per evadere dalla solita e routine che la tiene pedissequamente inchiodata dietro una scrivania. L’incredibile esperienza lontano da casa la trasformerà in una donna più aggressiva e determinata a tal punto da non voler più ritornare in patria, rischiando più volte la vita per portare a termine un servizio. Tutto ciò lascerà in lei un segno indelebile che determinerà il suo avvenire come “mezzo” di comunicazione per l’intera umanità.

Nonostante i fatti narrati nel film siano ormai entrati nel nostro quotidiano, Ficarra e Requa (Colpo di fulmine- Il mago della truffa, Focus – Niente è come sembra) non si soffermano a mostrarci quanto avvenuto ma aggiungono quel pizzico di ironia, di sarcasmo e fine sentimentalismo che non guasta mai, in particolare nelle opere dai contorni drammatici.

Kim Baker, un’energica Tina Fey (Baby Mama, Notte folle a Manhattan), è tutt’altro che traumatizzata dagli eventi che la circondano ma contrariamente fanno scaturire in lei un leggero sarcasmo contro le autorità locali, arrivando perfino a trarre ‘giovamento’ nell’osservare una popolazione che va in rovina e che non può salvarsi dall’orlo del disastro.

C’è poi chi le darà manforte come il suo protettore Fahim Ahmadzai (Christopher Abbot) o chi ostenta, invece, nei suoi confronti invidia come la collega Tanya Vanderpoel (Margot Robbie), e ancora chi la porterà a vivere una love story bizzarra e singolare, in contesto non propriamente idilliaco, come il giornalista scozzese Ian MacKelpie (Martin Freeman) e, infine, un ufficiale dei Marines rigido e distaccato (Billy Bob Thorton) che la reputa una minaccia.

Magnifica interpretazione di Alfred Molina (Mai senza mia figlia, Chocolat) nel ruolo del politico Ali Massoud Sadiqpersonaggio ambiguo che cerca di atteggiarsi a “simpaticone” davanti a Kim, ma finisce col nascondere le sue reali intenzioni. Parodia, in gergo cifrato, dell’acronimo di WTF (What The Fuck), Whiskey Tango Foxtrot traccia una parabola sulla metamorfosi e il nuovo percorso di ‘formazione’ di una donna determinata che abbandona le abitudini e le consuetudini di sempre per restare nel paese in cui è riuscita a trovare sé stessa, in un luogo piegato della guerra ma ricco di fascino e opportunità. Una vicenda che mette a nudo i punti più deboli di ogni protagonista, sostenuta da un ritmo incalzante e vivace e da una sceneggiatura pungente, calibrata ed efficace. Per chi ama profondamente il genere bellico in ogni sua declinazione, con incursioni mirate nell’universo della commedia romantica, è sicuramente un film da non lasciarsi scappare. Coinvolgente.

Alberto Vella
Recensione pubblicata anche su CineAvatar.it

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