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La masterclass del regista Nicolas Winding Refn a Milano

Nicolas Winding Refn allo IULM di Milano
Nicolas Winding Refn all’Università IULM di Milano – Foto: ufficio stampa SKY

La prima cosa che balza all’occhio del regista danese Nicolas Winding Refn (Pusher, Bronson, Drive), uno dei più originali, controversi e geniali filmmaker del nostro tempo, è il suo aspetto composto e low-profile, quasi da impiegato pubblico.
Succede anche quando Refn sale sul palco dell’aula magna dell’Università IULM di Milano, accolto da Gianni Canova per l’evento inaugurale del format di Sky “Storytellers”.
E’ anche il giorno di presentazione di The Neon Demon, film-scandalo di Cannes 2016 che spinge la perversione e la sfiducia di Refn nei confronti della natura umana oltre nuovi, inesplorati confini.
L’aspetto canonico del regista e i suoi modi pacatamente e timidamente scandinavi finiscono dunque per contrastare in maniera sublime con il suo cinema torbido, inquietante ed elegantissimo.
Jodorowski lo adora e lo definisce un artista puro, che lo ha “salvato dalla depressione cinematografica”, Argento (intervenuto a Storytellers dopo essersi gustato le ispirazioni suspiriane di The Neon Demon) elogia la “mitragliata di immagini meravigliose” che sono i suoi film.
Refn incassa attestati di stima ma non si sottrae alle domande sui suoi presunti fallimenti: Solo Dio Perdona, che lui stesso definisce un passo falso, è una di quelle imprecisioni che ti rende più forte, più consapevole della direzione da intraprendere.

Il regista Nicolas Winding Refn - Foto: ufficio stampa
Il regista Nicolas Winding Refn a Milano – Foto: ufficio stampa SKY

La direzione di The Neon Demon è verso l’orrore, una passione che accompagna il regista da quando, per sfuggire ai film della nouvelle vague tanto amati da mamma Refn, si tuffò nei film d’exploitation e nei popcorn movies.
Refn ride e si scioglie raccontando il suo rapporto con le donne (“Se volete farcela nell’arte, dovete avere una donna più forte di voi al vostro fianco”) e di quando, al primo appuntamento con la futura consorte (unica donna della sua vita: “sono uscito da mia madre e sono entrato in lei”), le propose di guardare Non Aprite Quella Porta. Poi Mario Bava e tanto Argento, incontrato proprio in quest’occasione per la prima volta.
Una timidezza da teenager che si trasformerà ed evolverà nei viscerali, timidi protagonisti delle sue pellicole; una dislessia che lo allontana dalle parole e lo trascina verso le immagini.
Le immagini di The Neon Demon, perfette, lucide e violentissime, ritraggono l’ossessione per la bellezza, concetto che Refn vuole esplorare (“non sono nato bello, vorrei capire cosa si prova ad esserlo”), sotto le luci di un neon scelto “perché sono cresciuto negli anni ottanta, i neon erano dappertutto, sono oggetti diffusi ma mantengono un fascino glamour”.

Nicolas Winding Refn e Dario Argento a Milano - Foto: ufficio stampa
Nicolas Winding Refn e Dario Argento a Milano – Foto: ufficio stampa SKY

La prima, totalizzante esplorazione dell’universo femminile, per Refn, è un modo per “controllare” le donne, mentre nella sua vita avviene il contrario. In The Neon Demon, Refn gioca con le sue Barbie – il regista colleziona modelli vintage della celebre bambola – e soprattutto con una Elle Fanning molto simile alla teenager che lui vorrebbe essere (“c’è una teenager che alberga nell’anima di ogni uomo”. Lei, Ryan Gosling ed il regista sono più che collaboratori, costituiscono “un ménage à trois senza sesso”).
Sul palco, Refn sviscera il suo ultimo film, la genesi di un racconto tetro e maestoso, dove la bellezza è un dono o una maledizione, forse entrambe le cose, fino a quando essa non divora o viene divorata; ma del resto, come convengono NWR ed Argento, anche fare cinema è, in parte, fagocitare altri film.
Refn si sofferma sul significato ed il ruolo della violenza nei suoi film, la definisce un modo per esorcizzare una parte del sé, per ribellarsi alle convenzioni e per esplorare qualcosa che non è presente nella vita: “Spesso mi chiedono perché io non mostri scene di sesso nei miei film: faccio sesso, quindi non vedo la necessità di esprimerlo sullo schermo. Con la violenza, invece, è diverso”.
Poi Refn saluta e si congeda, con lo stile di un lord inglese ed un sorriso furbetto: quello di chi probabilmente sta già pensando ad un nuovo, folgorante mondo oscuro da mettere in scena.

Luca Zanovello

Gianni Canova con Nicolas Winding Refn e Dario Argento a Milano - Foto: ufficio stampa
Gianni Canova con Nicolas Winding Refn e Dario Argento a Milano – Foto: ufficio stampa SKY

n.d.r. La MasterClass, dal titolo STORYTELLERS: LO SCANDALO NICOLAS WINDING REFN, andrà in onda sabato 11 giugno alle 22.45 su Sky Cinema Cult HD e domenica 12 alle 18.30 su Sky Atlantic HD e Sky Arte HD

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