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HALLOWEEN NIGHT: Le Case Del Diavolo

Recensione del film HALLOWEEN NIGHT di  Bobby Roe ora in HomeVideo  

È complicato, per un non-americano, comprendere la rilevanza culturale, gli assennati preparativi e le ossessive implicazioni della festa di Ognissanti.
Ancor di più conoscere gli annessi e oscuri micromondi, come quello delle case infestate, edifici trasformati in articolati tunnel dell’orrore da luna-park con percorsi al buio e attori in mise macabra il cui solo scopo (e dovere) è quello di rendere indimenticabile e terrificante l’Halloween dei milioni di visitatori che accorrono ogni anno.

La cover del DVD di HALLOWEEN NIGHT
La cover del DVD di HALLOWEEN NIGHT

HALLOWEEN NIGHT racconta proprio la risoluta missione di 5 “ragazzi” – questo almeno era l’intento, ma i protagonisti sembrano più vicini ai quaranta – alla ricerca dell’esperienza paurosa, del brivido definitivo e di una casa infestata, quella del Teschio Blu, tanto mitica quanto introvabile, che forse esiste e forse no.

Il film è la seconda regia dell’attore Bobby Roe (una parte microscopica in Superman Returns), adattamento del suo documentario The Houses October Built. L’ossessione del ragazzo per le case dell’orrore diventa fiction, un viaggio in camper dello stesso Bobby con quattro amici verso la casa sbagliata nella notte meno indicata.

In un susseguirsi di tappe, presagi, incontri molesti, inframezzando il tutto con stralci di interviste a fan e attori delle case di Halloween, Roe ci consegna un film con buone premesse e poco altro: nonostante il soggetto sia poco noto e relativamente originale oltreoceano, e la cornice halloweeniana faccia sempre la sua losca figura, il viaggio dei protagonisti è meno emozionante che fare la fila alle poste.
La scelta di condensare la poca e confusa azione nell’ultimissima parte del film non paga, il camper e i suoi passeggeri finiscono fuori strada molti chilometri prima della destinazione.

Un percorso dove qualcosa d’interessante è disseminato, vedi la restituzione del lato grottesco ed ambiguo del travestitismo rituale, della ricerca del terrore, delle attrazioni un po’ lugubri e un po’ circensi. E la desolazione psico-geografica delle campagne americane, zeppe di rednecks e di sorprese.
Briciole però, rispetto alle dinamiche banali che Roe ricalca per creare il climax tanto atteso; un crescendo trasandato che, oltretutto, liquida questioni irrisolte e sottotrame accennate con la velocità con la quale evito i rappresentanti di Mondolibri nelle vasche in centro.

Sangue avaro, sobbalzi un paio, passaggi a vuoto troppi. Con un tenero mood da popcorn-horror che però si consuma e svanisce come il lumicino nella zucca.
Consigliato comunque (solo?) a chi non resiste alle atmosfere spettrali e festose del 31 ottobre, si è già divorato i vari Carpenter, Trick ‘R Treat, Tales Of Halloween e Halloween Killer e ha ancora un po’ di appetito.

Luca Zanovello

 

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