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Al Cineforum – Al di là delle montagne: Tao ha smesso di cantare

Il poster del film Al di là delle montagne
Il poster del film Al di là delle montagne

è giovedì sera, l’abbonamento in tasca, mi affretto al cinema ansiosa di vedere Al di là delle montagne, un film cinese del 2015 diretto dall’acclamato regista Jia Zhang-Ke, il pubblico è diverso dal solito, giunto da ogni dove per un tuffo in Estremo Oriente

ci hanno avvisati, quasi spaventati, il film è lungo e lento, in cuor mio ne sono felice così possiamo assaporare la visione con calma, ci mettiamo comodi, la mente predisposta all’ascolto e gli occhi allertati, ci hanno anche detto che è una meraviglia per la vista

è un privilegio essere qui

si spengono le luci e improvviso appare sullo schermo un corpo di ballo scatenato sulle note di Go West dei Pet Shop Boys, c’è da pensare, occidente e oriente, che ci sia un messaggio segreto, forse, chissà, l’abbandono del vecchio per il nuovo, vedremo, la musica ci accompagna a Fenyang, città natale del regista, siamo nel 1999, fuochi d’artificio dimessi festeggiano l’arrivo di un nuovo anno e di un nuovo millennio, dov’ero io quel giorno, faccio uno scatto indietro con la memoria e sì ora ricordo, certo tutti ce lo ricordiamo, una data importante, riporto gli occhi attenti sullo schermo e subito la storia ci intriga, l’indecisione tra due amori, due possibili tracce di vita

di qua o di là

Un immagine di Al di là delle montagne - Copyright Xstream Pictures Beijing
Un immagine di Al di là delle montagne © Xstream Pictures Beijing

la giovane Tao, dai tratti importanti e dalla voce ammaliante, canta e sogna, cucina, lavora con il padre ed è corteggiata da due ragazzi così diversi, Zhang, un grezzo arrivista ammaliato dal consumismo e Lianzi, umile e dolce minatore

essere o avere

?

Tao è indecisa, tentenna, avanza, indietreggia e alla fine si butta tra le braccia dello sbruffone Zhang, cerchiamo di fermarla con il pensiero, le gridiamo nelle orecchie di stare lontana da quel farabutto, siamo tutti così delusi da questa sua scelta insensata, ma come, non si rende conto di dove andrà a parare, immaginiamo già il suo destino, potremmo anche andarcene sicuri come siamo che la sua vita prenderà una brutta piega

smette di cantare, si sposa, fa un figlio che il padre chiamerà Dollar, sì Dollar, temiamo d’avere frainteso, Dollar, un nome una tragedia, questo è troppo, povero piccolo, il nome di un oggetto e che oggetto, il destino tracciato da un materialismo crudele, Tao ha smesso di cantare e di sognare, ha preso la strada dell’avere abbandonando per sempre quella dell’essere, ha messo la sua anima in una gabbia dorata rovinandosi la vita, che sciocca

l’avevamo avvisata

Un immagine di Al di là delle montagne - Copyright Xstream Pictures Beijing
Un immagine di Al di là delle montagne © Xstream Pictures Beijing

il tempo passa, la Cina rincorre sempre più l’Occidente trascurando le proprie tradizioni e ritroviamo nel 2014 una Tao separata e lontana dal figlio che vive con il padre e una nuova mamma a Pechino, li immaginiamo circondati dal jet set internazionale tra grattacieli e macchine di lusso

mentre

Dollar e la sua mamma

vivranno separati per sempre

una coltre di dolore cala sugli spettatori, gli anni volano e con un balzo siamo ora nel 2025, il pubblico presente e perfino quello assente si stupisce, fa due conti, pensa di avere letto male, si consulta con il vicino, è così, passato presente e futuro, il regista Jia Zhang-Ke sa già come andrà a finire e tra poco anche noi

dovremo immaginarci il futuro del futuro

che stranezza

Un immagine di Al di là delle montagne © Xstream Pictures Beijing
Un’immagine di Al di là delle montagne © Xstream Pictures Beijing

 

Dollar è un ragazzo sradicato, vive in Australia, un muro di cemento tra lui e il padre, una lingua a testa, cinese e inglese per una totale incomunicabilità generazionale, quanta tristezza, un ragazzo privo di ricordi che cerca invano dentro di sé, senza esitazione noi tutti lo sollecitiamo, ti ricordi quella volta che a 7 anni sei stato ospite dalla tua mamma, ti ricordi omino bonsai, tu e lei, in macchina, in treno, lei ti ha dato le tue chiavi di casa, la tua casa, che dolore, due cuori spezzati sullo schermo e decine in sala, soffriamo con e per entrambi, carissimo Dollar, chiudi gli occhi e pensa alla tua mamma così lei farà altrettanto

Tao

perché hai smesso di cantare

?

Elisa Bollazzi

n.d.r. un clic qui per leggere la recensione di Al di là delle montagne dal Festival di Cannes

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