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MA REVOLUTION, la primavera di Marwann

MA REVOLUTION, recensione del film di Ramzi Ben Sliman in programma al 27° Festival del cinema Africano, d’Asia e America Latina. 

La locandina del film MA REVOLUTION
La locandina del film MA REVOLUTION

Marwann è di origini tunisine, vive a Parigi, è nel pieno dell’adolescenza. Marwann sta per scoprire in un colpo solo i sentimenti e il senso di appartenenza ad un territorio. La Primavera Araba è appena esplosa e la sua comunità scende nelle piazze per dimostrare prima, e festeggiare la fine della dittatura dopo. Il ragazzo, una sera, per caso, finisce travolto da una manifestazione, la prende come una festa, e nell’arco di una notte diventa famoso: la mattina seguente è in prima pagina! Divenuto un simbolo di speranza, di lotta e d’ispirazione, prende tutto come un gioco sino a quando gli eventi lo travolgeranno. Cavalcare l’onda della politica per fare breccia nel cuore dell’amata si rivelerà meno cool del previsto. E il povero quindicenne si troverà stritolato tra la prima cotta e le scelte di una vita.

MA REVOLUTION, diretto da Ramzi Ben Sliman, è un’opera prima che, dal 2016 ad oggi, si è fatta strada di festival in festival. Lo scorso anno era alla Berlinale, in questi giorni la ritroviamo a Milano, al Festival del Cinema Africano, d’Asia e America Latina nella sezione “Where the future beats”. Si tratta di un piccolo e dolce film dedicato al primo amore e al futuro. ll futuro di una nazione, che rimane sullo sfondo; il futuro di una generazione, quella dei figli e nipoti di migranti, che non possono provare un legame forte per un Paese mai visto; e, soprattutto, il futuro di un ragazzino che sta diventando grande ed è alle prese coi sentimenti, il nostro Marwann (Samuel Vincent), disposto a sfruttare il proprio retaggio pur di far colpo sulla bella Sygrid (Annamaria Vartolomei).

Il lungometraggio di Ramzi Ben Sliman è breve (in totale sono 80 minuti) e, oltre a regalare una bel racconto di crescita, offre con delicatezza non pochi spunti di riflessione sulle migrazioni e sul concetto di appartenenza. Ad onor del vero presenta alcune imperfezioni, tra cui un ritmo ondivago come l’amore che narra. Se la prima parte corre veloce e ci travolge nel microcosmo del giovane, intenerendoci non poco, la seconda presenta occasioni non sfruttate legate agli adulti che circondano il nostro eroe. Sbavature che si fanno perdonare (è pur sempre una pellicola d’esordio!) stante il delizioso quadro che nel complesso ci dipinge il regista di origini tunisine.

MA REVOLUTION ci tiene attenti, il giovane Samuel Vincent ci convince, i suoi drammi d’amore ci coinvolgono e fanno ricordare una stagione della vita ormai andata. Le vibrazioni e l’ardore di tutti sembrano palpabili e ci conquistano. Uno di quei titoli che solo i festival riescono a farci scoprire. Da non perdere.

Vissia Menza

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