Ma se domani... > Cinema > Recensioni > 31: All’inferno tutti amano Rob Zombie

31: All’inferno tutti amano Rob Zombie

Recensione del film 31, il nuovo horror firmato da Rob Zombie in HomeVideo dal 6 aprile 2017.

La cover del DVD di 31 il nuovo film horror di Rob Zombie
La cover del DVD del film 31 di Rob Zombie

Tutti amano Rob Zombie, già, o perlomeno, io sì.
Ecco perché, insieme ad altri 8620 sostenitori, lo scorso anno ho partecipato al crowdfunding lanciato dal regista e musicista del Massachusetts per la realizzazione di 31, il suo settimo lungometraggio, nonché uno dei più luridi della sua carriera.
Annunciato come film zozzo, tributo all’exploitation più pura e consegnato preventivamente al “rated R”, 31 è un regalone ai fan del lato più grezzo di Zombie, che avevano (a torto) storto il naso davanti allo sperimentale Le Streghe Di Salem o al complesso reboot di Halloween.

Di contro, 31 è un generosissimo e semplicissimo servizio ai seguaci.
La trama, meravigliosamente pretestuosa, parla chiarissimo: è la notte di Halloween del 1976 e cinque giostrai vengono aggrediti e rapiti da una gang mascherata mentre sono in viaggio sul loro bus.
Al risveglio, in un tetro stabile industriale, una voce annuncia loro il piano per la nottata: hanno 12 ore per sopravvivere all’orda di clown assassini che gli vengono sguinzagliati contro da un’élite di annoiati nobili in abiti vittoriani.
Vittime (tra cui l’immancabile Sheri Moon, consorte Zombie) e carnefici (capitanati da Malcolm McDowell) si fanno a pezzi in un film che è una giostra di violenza e sadismo incontrollati, con un’estetica e una collocazione temporale che va dritta al cuore degli anni settanta, corredata di motoseghe, svastiche, cannibalismo, nani, giganti e tutto quello che sessant’anni di horror vi hanno insegnato.

Il crescendo claustrofobico e delirante di 31 è un viaggio nel lurido scantinato affollato di vhs del Rob Zombie 18enne, una parata di grottesche figure tanto stereotipiche quanto divertenti, con culmine nella resa dei conti con il terrificante “boss finale” Doom-Head (Richard Brake, Batman Begins, un volto e un carisma che meritano attenzione ed uno spin-off), una chiusura che ricorda un po’ la poetica violenza de La Casa Del Diavolo.
Se cercate significati o morali, siete nel posto sbagliato: 31 prometteva di essere uno schiettissimo fan service e così è stato. Un incubo crudo e disimpegnato, pensato e condotto da un burattinaio appassionato, che sa meglio di tutti quello che ci vuole per imbrattare di sangue la platea.
Del resto, da 2000 Maniaci di H.G. Lewis a Ilsa La Belva Delle SS, passando per Faster, Pussycat! Kill! Kill! (ispirazioni del film, a detta dello stesso regista), il film di genere ha sempre giocato secondo le proprie, indisciplinate, autoimposte regole e Rob Zombie è rimasto uno dei pochi autori capace di metterle in pratica in modo brillante, feroce e spietato.
La voglia di tornare alla semplice, scarna formula del “b-movie” è espressa dallo stesso regista nello speciale “Death Is The Only Escape”, contenuto nel dvd e bluray firmati Midnight Factory, che integra alcune recenti interviste su 31 (tra cui la conferenza stampa allo scorso Sitges Festival) rivelatrici dello Zombie-pensiero.
A cui io e gli altri 8620 “backers” siamo ancora spudoratamente grati.

Voto: 7/10

Luca Zanovello

 

Related posts

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi