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MICHELANGELO Amore e Morte, recensione del documentario di David Bickerstaff

By |2017-11-05T14:42:58+00:00giugno 19, 2017|Arte, Cinema, Recensioni Film|

Si chiude la stagione della Grande Arte al Cinema con l’emozionante MICHELANGELO Amore e Morte, il docufilm in sala solo il 19 – 20 – 21 giugno 2017.

il poster del docufilm MICHELANGELO Amore e Morte

Il poster del docufilm MICHELANGELO Amore e Morte

Correva l’anno 1475 quando nacque un bambino in una famiglia di nobili origini. Il suo nome era Michelangelo Buonarroti ed era destinato ad un successo inimmaginabile. Impareggiabile scultore, pittore, architetto e pure poeta, venne percepito come inarrivabile e inarrestabile già dai suoi contemporanei. Era famoso, anzi famosissimo, riuscì a leggere non una bensì due biografie su di lui ancor prima di morire (una per mano del Vasari, l’altra del Condivi) e oggi è protagonista del documentario Michelangelo Amore e Morte, diretto da David Bickerstaff, con cui cala il sipario sulla Grande Arte al Cinema di questa stagione.

Martello, scalpello e un blocco di marmo. Una figura che modella senza sosta la pietra ci accoglie di spalle. Sono i versi del Vasari, e dello stesso Michelangelo, a darci il benevenuto, e accompagnarci, in quello che sarà un viaggo coinvolgente ed emozionante attraverso la vita e le creazioni di uno dei più grandi maestri della storia dell’arte.

Fin da subito fu impossibile negare l’evidenza. Si trattava di un uomo in grado di eccellere in tutto ciò che faceva. Ci metteva tutto sé stesso, anima e corpo, e si vedeva: il risultato era sempre sensazionale.

Fine cultore e conoscitore del corpo umano, adorante del bello, Michelangelo è riuscito con le sue opere ad eternare molta di quella bellezza con cui nutriva i suoi occhi e la sua anima ogni giorno, e che proabilmente fu il segreto della sua incredibile longevità (morì ad una mese dall’ottantanovesimo compleanno, nel febbraio 1564). Le sue erano realizzazioni mastodontiche, accompagnate da una costante sensazione d’incompiuta (talora reale, non di rado frutto d’ipotesi postume) che accresceva a dismisura l’umanità degli individui raffigurati, rendendo i loro volti e i corpi, perfetti e protesi, ancora più vibranti. Corpi che ci illudiamo possano sgretolarsi in qualsiasi momento, per permettere a giganti in carne e ossa di emergere a scuoterci col  loro sguardo profondo.

Michelangelo era noto per il suo carattere spigoloso, per essere un maniaco del controllo, un perfezionista, un uomo eternamente insoddisfatto del suo lavoro, cosciente delle proprie abilità che doveva portare di continuo oltre il limite. Probabilmente era una persona poco affabile, ma le sue sculture, gli affreschi, finanche l’ultimo degli schizzi che ci ha lasciato, ci inducono a considerare i suoi difetti il prezzo da pagare per una simile meraviglia.

Una meraviglia tale da poter provocare soggezione in un regista a cui viene proposto di girare un docufilm dal titolo Michelangelo Amore e Morte. Tenuto conto che sono ben quattordici, tra corti e lunghi di (non)ficton, i film dedicati al geniale artista dal 1909 al 2005.

Se da un lato non si corre il rischio di esaurire gli argomenti, da un altro si rischia, invece, di scivolare nel già visto, nel banale e addirittura nel soporifero. Ad accettare la sfida – e vincerla – è Bickerstaff, l’autore di Van Gogh (da noi commentato nel 2015), il quale sceglie come fil rouge i magnifici torsi maschili che hanno permesso alla passione e al talento irraggiungibile di Michelangelo di emergere, arrivare a noi e farci piangere.

Le lacrime, infatti, mal si trattengono mentre le inquadrature ci mostrano da vicino i dettagli di capolavori che non smetteranno mai di sorprenderci e toglierci il fiato. La Pietà, il David (e le sue copie in gesso di Clemente Papi), il soffitto della Cappella Sistina, il Giudizio Universale, la Cappella Medicea, i bronzi Rothschild… gli esempi sono tanti, sono tutti un trionfo di dedizione, maestria e bellezza, una bellezza senza tempo, intoccabile, da non dimenticare.

Vissia Menza

n.d.r. Michelangelo Amore e Morte è distribuito in esclusiva da Nexo Digital con i media partner Sky Arte HD e MYmovies.it. Per trovare la sala più vicina a voi un clic qui. Di seguito il trailer ufficiale. 

MICHELANGELO. AMORE E MORTE – Al cinema dal 19 al 21 giugno

 

Ennio Flaiano amava ricordare che “Il cinema è l’unica forma d’arte nella quale le opere si muovono e lo spettatore rimane immobile.”, ed è Vissia ad accompagnarci con passione e sensibilità nelle mille sfaccettature di un’arte in movimento. Ma non solo. Una guida tout court, competente e preparata, amante della bellezza, che scrive con il cuore e trasforma le emozioni in parole. Dal cinema alla pittura, con un occhio vigile per il teatro e la letteratura, V. ci costringe, piacevolmente, a correre per ammirare un’ottima pellicola o una mostra imperdibile, uno spettacolo brillante o un buon libro. Lasciarsi trasportare nelle sue recensioni è davvero facile, perdersi una proiezione da lei consigliata dovrebbe essere proibito dal codice penale. Se qualcuno le chiede: ma tu da che parte stai? La sua risposta è una sola: “io sto con Spok, adoro l’Enterprise e sono fan di Star Trek”

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