Ma se domani... > Cinema > Recensioni > Transformers 5: L’ultimo Cavaliere, recensione del nuovo film della saga diretta da Michael Bay

Transformers 5: L’ultimo Cavaliere, recensione del nuovo film della saga diretta da Michael Bay

Un commento al quinto esplosivo capitolo dei Transformers, al cinema dal 22 giugno 2017.

il poster italiano del film Transformers 5 L'ultimo Cavaliere
il poster italiano del film Transformers 5 L’ultimo Cavaliere

Li abbiamo scoperti, li abbiamo visti combattere, li abbiamo dati per spacciati, ci hanno difeso, non ci siamo capiti ma, arrivati a questo punto, siamo affezionati ai Transformers e il loro ritorno al cinema con Transformers 5: L’ultimo Cavaliere ci ha fatto correre in sala. 

Sono oramai dieci anni che ci fanno compagnia alle soglie del mese di luglio e le nuove avventure su grande schermo dei giocattoli di HASBRO sono sempre attese con ansia dai fan e dagli amanti delle fanta-avventure. Il regista Michael Bay ne è cosciente e anche a questo giro alza vertiginosamente l’asticella, ipotecando non poco il futuro proprio e di quelle creature che col tempo son diventate un po’ anche sue.

La Trama [no spoiler]

Transformers 5 ci catapulta su una Terra in stato di allerta perenne, con i robot che si affrontano e gli umani impegnati nella caccia alle macchine e ad eventuali fiancheggiatori. Tra questi ultimi rivediamo un volto amico, quello di Cade Yeager (Mark Wahlberg). Territorio della resa dei conti sarà ancora il nostro pianeta. Ma prima di raggiungere l’epilogo si ripercorrerà la storia, dalla leggenda di Re Artù alla seconda Guerra Mondiale, riscrivendo antiche alleanze e rivisitando i miti che hanno attraversato i secoli sino ai giorni nostri. Cade si ritroverà in un Castello, in prossimità delle bianche scogliere di Dover, insieme ad una donna bellissima (Laura Haddock) e ad un nobiluomo (Sir Anthony Hopkins) custode di segreti millenari, prima di partire alla volta dello scontro finale (ma sarà davvero quello definitivo?) aiutato da mezzi poco convenzionali e dalla sua novella compagna di viaggio. 

Optimus Prime e Bumblebee in Transformers 5 © 2017 Paramount Pictures. All Rights Reserved. HASBRO, TRANSFORMERS, and all related characters are trademarks of Hasbro. © 2
Optimus Prime e Bumblebee in Transformers 5 © 2017 Paramount Pictures. All Rights Reserved. HASBRO, TRANSFORMERS, and all related characters are trademarks of Hasbro. © 2
Il film in una parola (e un aggettivo): una grande battaglia

Trasformers L’Ultimo Cavaliere è una lunghissima battaglia. Lo dicevamo poc’anzi: Autobot e Decepticon perseverano a sterminarsi; gli umani non si fidano più di nessuno, e per sicurezza sparano per primi; e nuove figure s’inseriscono nella mischia sperando di uscirne in trionfo. Di sicuro Optimus Prime avrà qualche problema. Noi in sala invece dovremo far fronte a una trama più esile delle precedenti e ad una guerra più roboante, sfavillante, mastodontica di quanto ci attendessimo. È un’alternanza di affronti e inseguimenti che si protrae senza sosta per mari, monti e continenti, della durata di 149 minuti. Un trionfo di fotogrammi vividi e appassionanti, girati per la prima volta tutti in 3D così da esaudire i sogni reconditi del pubblico più affezionato, e fargli vivere qualche ora al fianco dei propri beniamini. La polvere non è mai stata così brillante, le cromature abbagliano e i colpi son letali, soprattutto in tale quantità da frastornare il nemico (e un poco pure noi). Gli effetti visivi sono ben oltre le aspettative: strabiliano. 

Mark Wahlberg è Cade Yeager in Transformers 5 © 2017 Paramount Pictures. All Rights Reserved. HASBRO, TRANSFORMERS, and all related characters are trademarks of Hasbro. © 2
Mark Wahlberg è Cade Yeager in Transformers 5 © 2017 Paramount Pictures. All Rights Reserved. HASBRO, TRANSFORMERS, and all related characters are trademarks of Hasbro. © 2
Parola d’ordine: sovrabbondanza

Tanto, forse troppo. Tutto appare ingigantito e in sovrannumero in Transformers 5. I robot, i volti-amici, gli scontri, le spiegazioni e, ovviamente, la durata col rischio che alcuni di noi si perdano o annoino (siamo pur sempre al quinto lungometraggio). Nonostante la forte illusione di essere dall’altra parte dello schermo; malgrado si rimanga desti e curiosissimi sino al centoquarantanovesimo minuto; e nonostante la certezza che i commenti negativi abbonderanno ma gli spettatori non mancheranno, viviamo l’esperienza con il timore che l’esagerazione non segnerà il trionfo di Bay, e del suo miracolo miliardario, ma lo spingerà al capitombolo. Le cifre spese sono enormi, ripagarsi diventa sempre più difficile e il pubblico con gli anni subirà un inevitabile ricambio generazionale: cosa accadrà quel giorno? 

Transformers 5 e la dura legge del box office

Amiamo troppo gli Autobot e Bay per permettere che l’incantesimo s’interrompa, tifiamo quindi per la vittoria al botteghino nel medio termine (il primo weekend in patria è stato il peggiore di tutti i sequel della saga). Quella vittoria che è sempre avvenuta in barba ai pronostici, al periodo (notoriamente l’estate non è il momento migliore in cui trasformare una pellicola in regina degli incassi) e alle critiche di talune  penne illustri, sempre pronte ad affilare la mannaia. Il prodotto, non dimentichiamolo, è ad uso e consumo della sindrome di Peter Pan con cui condividiamo il quotidiano e il regista non ha fatto altro che confezionarci un lussuosissimo spettacolo pirotecnico.

Vissia Menza  

Related posts

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi