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Speciale Estate – In vacanza a Barcellona: arte, mare e tradizioni

Barcellona, meta low cost e tutta da scoprire con piccole deviazioni alla ricerca di angoli meno turistici.

Barcellona, la spiaggia della Barceloneta - Foto: Anna Falciasecca
Barcellona, la spiaggia della Barceloneta – Foto: Anna Falciasecca

È estate, siete di fronte al computer e non avete ancora prenotato le ferie? Pensate che ormai sia troppo tardi per ambire ad un posto al sole senza sborsare un capitale? Non è detto! Alle volte possiamo infatti scovare mete che non avevamo considerato. Sto parlando di Barcellona che, a solo un’ora di volo da Milano, può essere la scelta adatta per una fuga last minute e neanche troppo costosa.

La capitale catalana è una delle città più amate e visitate dagli italiani e se volete viverla non solo da turisti, andando a popolare i classici luoghi super affollati (leggasi triade Rambla – Sagrada Familia – Barceloneta), allora fate qualche piccola variante e spingetevi a curiosare negli anfratti più nascosti, grazie a piccole deviazioni che non vi ruberanno molto tempo e non scombineranno troppo i vostri piani.

Cominciamo subito con uno dei simboli di Barcellona, la tappa imprescindibile, ovvero la Rambla, forse la strada più conosciuta dell’intera Spagna e sicuramente quella a cui si pensa subito appena si atterra. Fatevi quindi il vostro giro, un paio di strusci da un’estremità all’altra passando ovviamente anche per la Boqueria, il famosissimo mercato coperto dove trovare di tutto in un’esplosione di colori.

Barcellona, San Miquel del Port - Foto: Anna Falciasecca
Barcellona, San Miquel del Port – Foto: Anna Falciasecca

Quando pensate di averne avuto abbastanza di ristoranti con menu turistici, bancarelle, venditori ambulanti, strilloni e gruppi vacanze organizzate, allora vi consiglio di fare un paio di digressioni nella zona. Una è il quartiere del Raval che, insieme al Barrio Gotico, al Born e alla Barceloneta forma la Ciutat Vella. Perdetevi nelle sue stradine e piazzette, che oltretutto vi daranno anche un po’ di refrigerio, visto che l’altezza e la vicinanza dei palazzi creano dell’apprezzatissima ombra, cosa da non sottovalutare in queste giornate di afa. Sedetevi quindi in qualche localino o caffetteria e regalatevi un po’ di riposo dalla vicina e rumorosissima Rambla.

Se poi la vostra destinazione è la spiaggia – e come darvi torto? –  anche qui vi consiglio una piccola variazione sul tema. Arrivateci passando dall’interno della Barceloneta, quartiere storico che ha ancora quell’atmosfera di zona di marinai e pescatori. Le strade strette, le case non altissime con balconi e panni stesi, le piazze con i vecchi bar rimasti sempre uguali, le signore che chiacchierano sedute sulle panchine, o meglio sulle sedie portate direttamente dalla cucina, i bambini che giocano nei piccoli parchi ed i cani che inseguono palline e legnetti… insomma, la sensazione è che il tempo si sia fermato.
Quando vi verrà voglia di tornare al presente e fermarvi a mangiare qualcosa, il mio consiglio è di passare per Carrer de l’Almirall Churruca, una vietta rimessa a nuovo dove è bello sedersi, per una birra o un pranzo, in uno dei locali che si susseguono su entrambi i marciapiedi.

Barcellona, la Barceloneta e i suoi localini - Foto: Anna Falciasecca
Barcellona, la Barceloneta e i suoi localini – Foto: Anna Falciasecca

Dopo una giornata passata in spiaggia invece, la parola d’ordine non può che essere una sola: tapas y cerveza! Per la sera la mia preferenza va a quello che è probabilmente il mio quartiere preferito, ovvero Gracia. Non è lontano dal centro e dovrete solo camminare un po’ oltre Placa Catalunya. Vi ritroverete immersi in un reticolo di strade e piazze piene di ristoranti e bar di ogni tipo e per ogni budget. Il punto di ritrovo principale è Placa de la Vila che, con la sua torre dell’orologio ed il palazzo del Municipio è il simbolo del quartiere. Originariamente, era un Comune a sé stante, e solo successivamente è stato inglobato dall’espansione della città, da qui l’anima particolare ed indipendente caratteristica di questa zona. L’atmosfera che si respira è infatti unica ed un passaggio serale, perdendosi nei vari angoli, è da provare almeno una volta.

Un altro posto dove non solo incontrerete pochi turisti ma a volte non incrocerete in quasi nessuno, è la collina di Montjuc. No, non la parte con il parco, la famosa fontana ed i suoi giochi d’acqua e colori, che ogni sera attrae decine di persone (bellissimo spettacolo da non perdere perché molto suggestivo!), intendo la zona dove sorge il Palau Sant Jordi, arena destinata a molti sport indoor ed utilizzata anche durante le Olimpiadi del 1992. La grande piazza con le sue colonne, la futuristica torre e le gradinate, soprattutto a tarda sera, vi faranno credere di essere sul set di un episodio di Star Trek più che nel sud della Spagna.

Barcellona, Montijuc - Foto: Anna Falciasecca
Barcellona, Montijuc – Foto: Anna Falciasecca

Se poi siete particolarmente curiosi e vi va di avventurarvi in punti per nulla turistici, in cui incontrare praticamente solo persone del luogo, allora spingetevi fino a L’Hospitalet de Llobregat, la grossa cittadina adiacente a Barcellona tranquillamente raggiungibile con poche fermate di metropolitana. Non ha, sinceramente, molto da offrire in termini di monumenti o luoghi di interesse però ha anch’essa una Rambla molto viva in cui, per tutta la sua lunghezza, potrete sedervi in uno dei tanti bar e godervi l’impressione di essere ad anni luce dalla folla della città. Qui sarete circondati da local in un ambiente popolare e autentico che sicuramente in pochi hanno visto.

Dopo esservi ristorati, riprendete la metropolitana ed in 20 minuti sarete di nuovo a Barcellona con tutto quello che vi può offrire.

Spero che questa mini guida sulle piccole deviazioni da poter fare vi sia utile e vi faccia scoprire questa bellissima città, che non smette di stupire e nascondere molto. La si può esplorare facilmente, basta un poco di tempo e un pizzico di curiosità in più.

Anna Falciasecca

Barcellona, Montijuc al tramonto - Foto: Anna Falciasecca
Barcellona, Montijuc al tramonto – Foto: Anna Falciasecca

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