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XX – DONNE DA MORIRE: le budella in gonnella

Recensione del film XX – Donne Da Morire, l’antologia horror dal 6 luglio in HomeVideo.

La cover del DVD del film XX - Donne Da Morire
La cover del DVD del film XX – Donne Da Morire

Dopo il successone delle serie antologiche VHS e The ABCs Of Death, l’horror sforna il nuovo progetto collettivo XX – Donne Da Morire, affidando a quattro registe il compito di comporre un quadrilatero di incubi “corti”.
A spuntarla nella final cut sono i segmenti di Jovanka Vuckovic (“nota” per Riot Girls del 2017), Annie Clark (aka St. Vincent, musicista), Roxanne Benjamin e Karyn Kusama (The Invitation, Jennifer’s Body).
Ad aprire le danze (non molto) macabre è The Box della Vuckovic, crollo verticale di una famiglia perfetta dopo che l’ultimogenito Danny scorge qualcosa in una misteriosa scatola nelle mani di un losco figuro incontrato in metropolitana. Da quel momento Danny smette di nutrirsi e, come conseguenza della sua confidenza, lo seguono a ruota la sorellina ed il papà.

The Box è un piccolo teaser intrigante, con suspence ma senza destinazione, che strizza l’occhio al cannibalismo ma, nel suo ermetismo, non sazia per nulla.
Segue The Birthday Party di St. Vincent, musicista quintessenzialmente hipster senza apparenti meriti cinematografici: è il segmento più surreale ed estetico di XX, che, ispirandosi ad una storia vera, racconta le peripezie di una madre determinata a tutti i costi a non rovinare la festa di compleanno della figlioletta. Anche quando, pochi istanti prima, rinviene il corpo senza vita di suo marito.

Don’t Fall è il momento più fiacco del film ed è una brutta sorpresa, considerando le buone, embrionali idee sfoggiate dalla sua regista nel precedente film collettivo Southbound (2015): anche se è l’unico corto di sostanza e di sangue copioso di XX, Don’t Fall e i suoi demoni emersi da remote incisioni rupestri sono di basso profilo, la mattanza dei quattro stolti campeggiatori una formula troppo succinta e troppo logora. Meglio la regia della Benjamin, la migliore insieme alla Kusama.

Quest’ultima, nome di spicco del quartetto grazie al sorprendente The Invitation e successiva risonanza, si affida in Her Only Living Son ad un racconto sull’ennesima venuta dell’Anticristo in una sonnolenta cittadina della periferia statunitense.
Pur senza strafare o estrarre idee nuove dal cilindro, la regista dimostra abilità e pedigree d’altro calibro rispetto alle colleghe, aiutata da una protagonista che da sola vale tutto il resto del cast (l’attrice cineteatrale Christina Kirk) e suggestioni demoniache – anche qui più allusive che feroci – che lasciano una piccola testimonianza di un male avvolgente ed epidemico (un po’ It, un po’ Twin Peaks).
Troppo poco, comunque, per 80 minuti di livello mediocre. L’output di XX – Donne Da Morire è un labile collage di “compitini” citazionisti, unificati da animazioni in stop-motion che sanno di tributone a Jan Švankmajer e dalla prepotente emersione del potenziale insidioso del nido familiare (“quello che conosciamo meglio è spesso quello che può farci più paura”, dicono le autrici).

Nel bluray e nel dvd distribuiti da Midnight Factory, affiancati al film, troviamo un’accattivante featurette sul progetto e ben venti minuti di interviste alle quattro registe; le quali, tra qualche pillola superflua di retorica femminista (la critica della Vuckovic al ruolo sacrificale e voyeuristico riservato alle donne nel genere horror è da mani nei capelli), dicono cose molto interessanti sulla loro formazione e sulle sensazioni che hanno dato vita a XX.
Il quale, attraverso le parole delle sue creatrici, rivendica orgogliosamente il ruolo di prima antologia horror tutta al femminile.

Luca Zanovello

n.d.r. i dvd e blu-ray di XX – Donne Da Morire sono su Amazon dal 6 luglio 2017. Di seguito il trailer in versione originale.

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