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UNDER THE SHADOW: i demoni della guerra

Recensione del film Under the Shadow, l’horror del giovane Babak Anvari, in home video da fine ottobre 2017.

il poster del film Under the Shadow (2016)
il poster del film Under the Shadow (2016)

Abbiamo parlato spesso, su questi schermi, della controversa tendenza (o necessità) del new-horror di mantenersi su un profilo basso, implicito e mascherato, finendo spesso, soprattutto quando la qualità e l’inventiva sono di basso livello, in un sonoro bluff.
Ci sono però nella categoria delle eccezioni graditissime, che non solo funzionano, ma che addirittura fanno del “non vedo” un ispirato e funzionalissimo valore aggiunto: è questo il caso del fenomenale Under the Shadow, co-produzione di Regno Unito, Giordania, Qatar ed Iran capace di trionfare su piazze di lusso come BAFTA Awards, Sitges e Neuchâtel.

La scrittura e la regia del giovane iraniano Babak Anvari ci trascinano in un Iran anni ottanta, violentemente sferzato dai bombardamenti del vicino e nemico Iraq di Hussein.
Qui, in un modesto appartamento di periferia, vivono mamma Shideh e la figlioletta Dorsa. Come se non bastassero la problematica relazione genitoriale e le costanti sirene che annunciano i missili, le due protagoniste si ritroveranno perseguitate da una minacciosa presenza che sembra incombere in parallelo ai raid aerei.
Il tremendo sospetto è che si tratti di un djinn, figura demoniaca da leggende e favole mediorientali, che viaggia col vento, che sottrae oggetti personali e da quel momento non molla il proprietario. Così, quando sparisce la bambola prediletta di Dorsa, la paranoia ha la meglio…

Un’immagine del film Under the Shadow (2016) - Photo: courtesy of Midnight Factory
Un’immagine del film Under the Shadow (2016) – Photo: courtesy of Midnight Factory

Partiamo dai titoli di coda: gli ultimi venti minuti di Under the Shadow sono con tutta probabilità il segmento più terrificante e suggestivo dell’horror degli ultimi anni e diventano l’ultima portata di un film che non va perso per nessuna ragione.

Seguono un’ora bella e perlopiù statica, più di dramma socio-familiare che di terrore, che riflette non solo sulle superstizioni locali, ma su un’epoca che – soprattutto agli occhi di un iraniano – costituiscono una pagina di storia vivida e dolorosa.
Non è un caso che tra le splendide simbologie del film dominino le macerie, le crepe e i calcinacci di una casa che si sgretola come i nervi di chi ci vive.

Un’immagine del film Under the Shadow (2016) - Photo: courtesy of Midnight Factory
Un’immagine del film Under the Shadow (2016) – Photo: courtesy of Midnight Factory

Under the Shadow è uno dei più bei casi di sempre di “horror teorico”, e sarebbe un peccato mortale scoraggiarsi nell’attesa, che verrà ripagata con gli interessi dal crescendo fobico, soggiogato ad un mito d’Oriente – i djinn appunto – relativamente poco sfruttato dal cinema.
È comunque complicatissimo spiegare perché Under the Shadow funzioni così bene e spaventi così tanto, sembra che gli aspetti riusciti, come la sceneggiatura chirurgica, una fotografia bella e tetra e l’atmosfera originalissima, diano vita a un tutto che è molto più della somma delle parti.

E che va anche oltre alle definizioni e ai generi, ai paragoni (ricorda Babadook, ma scava molto più in profondità) e alla geolocalizzazione.
Una visione preziosissima, slow food orrorifico da tre stelle Michelin, finalmente valorizzata ed importata. Per chi volesse approfondire gli intrecci tra guerra e horror, abbinare con La Morte Dietro La Porta (1974, Bob Clark).

Voto: 8/10

Luca Zanovello

n.d.r. Under the Shadow è in DVD e blu-ray su Amazon grazie a Midnight Factory dal 26 ottobre 2017

 

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