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Maigret sta per tornare in televisione con un nuovo volto e nuovi casi da risolvere

Alla scoperta di Maigret (2017), la miniserie con protagonista Rowan Atkinson in prima TV su laF dal 15 dicembre. 

Rowan Atkinson in Maigret (2017) © ITV/Ealing Studios and Maigret Productions Ltd
Rowan Atkinson in Maigret (2017) © ITV/Ealing Studios and Maigret Productions Ltd

Alcune hanno visto la luce come feuilleton a puntate, in riviste o quotidiani, altre, più avanti, come fumetti. Sono le storie con protagonista l’iconico commissario Jules Maigret, figura nata dalla penna di Georges Simenon nel 1930, che segnò indelebilmente il genere poliziesco e portò alla pubblicazione di ben 75 romanzi e 28 racconti, molti dei quali presto arrivarono al cinema (dal 1932), alla radio e in televisione (in Italia era il 1964).

Indimenticabile il Maigret della nostra infanzia, quello che passava in TV e aveva il volto di Gino Cervi. Un attore con un carisma che impressionò anche Simenon, quanto ad aderenza al suo personaggio. Quelle indagini ci hanno accompagnato di primavera in primavera e hanno avuto un ruolo importante nell’avvicinarci alla letteratura di genere. Al Commissario, pertanto, non possiamo che voler bene, in qualsiasi veste egli ci appaia.

Oggi Maigret torna sul piccolo schermo con i tratti di un attore britannico (!) di fama planetaria (!!) per i suoi ruoli comici (!!!): Rowan Atkinson alias Mr. Bean. L’occasione è una miniserie firmata ITV che verrà tramessa su laF (canale 139 di SKY) durante questo mese di feste. Gli episodi saranno quattro, tutti ambientati nella Parigi di metà ‘900, due dei quali in palinsesto a dicembre.

Shaun Dingwall, Rowan Atkinson e Leo Staar in Maigret (2017) - Photo: courtesy of laF
Shaun Dingwall, Rowan Atkinson e Leo Staar in Maigret (2017) – Photo: courtesy of laF

Si partirà domani (venerdì 15), alle ore 21.10, con La Trappola di Maigret, ossia con la trasposizione del quarantottesimo libro dedicato alle investigazioni del Commissario, vista in anteprima a BookCity.

Il caso delle donne uccise nel quartiere di Montmartre è ricordato come uno dei più difficili da superare. È angosciante. Il nostro detective fatica ad entrare nella testa dell’assassino, ritarda l’arresto e di conseguenza subisce una forte pressione mediatica.

Persino il modo di procedere è atipico: la scena si apre conducendoci direttamente nel vivo dell’azione di polizia e rendendoci partecipi di ogni passo, falso o meno che sia. E una volta al fianco degli agenti, non riusciremo a lasciarli sino a quando il colpevole sarà assicurato alla giustizia, e la quiete restaurata. Una quiete necessaria alla soluzione dei futuri misteri.

Rowan Atkinson e Leo Staar ne La Trappola di Maigret (2017) - Photo: courtesy of laF
Rowan Atkinson e Leo Staar ne La Trappola di Maigret (2017) – Photo: courtesy of laF

Il Maigret odierno fuma la pipa ed è riflessivo come un tempo, tuttavia il suo silenzio è diverso e non ha la corporeità che rammentavamo. Non è meno efficace, ma abbiamo bisogno di qualche minuto per abituarci alle sue nuove misure, più asciutte, e ai suoi modi, riservati e poco burberi (per lo meno per ora).

Fortunatamente, la trama e la confezione (in cui spicca una strabiliante fotografia) ci trascinano in quella Ville Lumière anni ’50, sulle orme di uno spietato serial killer, facendoci disinteressare al resto. Nonostante le iniziali reticenze, il personaggio comico è rapidamente dimenticato, e i paragoni con le vecchie serie accantonati.

L’atmosfera è fedele all’originale. L’aria è carica di suspense sin dai primi minuti. L’attrazione e attenzione per i comportamenti umani è così presente da rendere l’empatia palpabile. L’indagine procede senza urla e schiamazzi. Ambienti, luoghi, persone – e compassione – sono quelli di ieri, di oggi e probabilmente di domani il che, ancora una volta, ci ricorda quanto fosse moderno l’autore. Location e luci danno il tocco finale e sugellano una promozione senza ripensamento.

Dopo questo esordio, il 22 dicembre sarà la volta del secondo episodio, Il Morto di Maigret. Chi l’ha già visto (in anteprima al Noir In Festival) ci assicura che il caratterino del protagonista si farà sentire e i puristi potranno oltrepassare l’iniziale turbamento.
Il nostro consiglio è di dargli una chance. Tra l’altro, è un’ottima scusa per ri-prendere in mano Simenon.

Vissia Menza

 

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