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Il Sangue Di Cristo: Spike Lee? Un film sui vampiri? Ma davvero?

Recensione del film Il Sangue Di Cristo, l’horror diretto da Spike Lee in home video dal 12 dicembre 2017.  

la cover del DVD del film horror Il Sangue Di Cristo
la cover del DVD del film horror Il Sangue Di Cristo

Fino al momento in cui ho letto le nuove uscite in home video di Midnight Factory, lo ammetto, ignoravo che Spike Lee si fosse cimentato nel 2014 in un film horror.
Sapevo che il suo approccio al cinema truce era avvenuto un anno prima con lo sciagurato remake made in U.S.A. di Oldboy, un film che non andava neanche immaginato e che instillava il sospetto che il regista afroamericano non fosse proprio a suo agio con certe atmosfere.
Il Sangue Di Cristo, film a tema vampiri e remake del poco noto Ganja & Hess (1973, Bill Gunn), conferma le difficolta di Lee fuori dal collaudato binario sociale-drammatico e, più in generale, l’opaco tunnel che la sua carriera sta attraversando.

Prodotto con l’aiuto di un crowdfunding su Kickstarter e girato in appena sedici giorni, Il Sangue Di Cristo è il racconto della trasformazione soprannaturale dell’antropologo Hess Greene (Stephen Tyrone Williams) dopo essersi ferito con un pugnale appartenente ad un’antica tribù africana.
Il morbo è sconosciuto, il beneficio è l’immortalità, il sintomo principale un’irrefrenabile sete di sangue.
Insieme alla vittima e compagna Ganja (Zaraah Abrahams), Hess esplora i confini della sua nuova natura, mentre la storia di vampiri lascia inopinatamente spazio alla storia d’amore.
E non in un modo suadente ed esistenzialista come nel meraviglioso Solo Gli Amanti Sopravvivono di Jarmusch, bensì in un lento e blando dramma da soap opera dove il sangue è sostanzialmente solo pensato.

Uno dei problemi de Il Sangue Di Cristo, se non il principale, è che il tema vampiresco è stato scandagliato (e un po’ abusato) in tutte le sue declinazioni, da quelle classiche a quelle trasversali e post-moderne, e l’unica chance per l’ultimo arrivato è di avere una precisa identità e una sorta di teoria di base. Essendo sprovvisto di entrambe, il film di Spike non fa che aggiungere la sua vocina alla fine della lista, rendendosi utile solamente a chi ambisce all’onniscienza in materia.
Peraltro, non credo di aver mai visto un film sui vampiri con così tanta luce del sole, atmosfere così poco tetre e la quasi totale assenza di angoscia, per un destino che non riesce ad essere definito né tragico (come da tradizione) né avvincente come in quelle declinazioni kitsch anni ottanta in cui la vita coi canini appuntiti era ammaliante.

In attesa di scoprire tra qualche mese, sempre grazie a Midnight Factory, l’entusiasmante verità su “Quello Che Facciamo Nelle Tenebre”, ci tocca sopportare lo sconclusionato e mai spaventoso brodino (allungato, si sfiorano le due ore) de Il Sangue Di Cristo.
La prima incursione nell’horror di Spike Lee è senza appello: filosofia della vita eterna, presunta disperazione e un’insistita vena erotica glamour compongono la manifesta riprova che l’orrore non è proprio roba sua.
Bonus: appendice religiosa e comparsata di Rami Malek (Mr Robot).

Luca Zanovello

ndr Il Sangue di Cristo è su Amazon.it in DVD e il Blu-ray dal 12 dicembre 2017
Una scena del film Il sangue Di Cristo - Photo: courtesy of Midnight Factory
Una scena del film Il sangue Di Cristo – Photo: courtesy of Midnight Factory

 

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