///Jukai – La Foresta dei Suicidi: la recensione

Jukai – La Foresta dei Suicidi: la recensione

By | 2018-02-12T10:35:38+00:00 febbraio 12, 2018|Cinema, Recensioni Film|

Jukai – La Foresta dei Suicidi è il film horror con Natalie Dormer in home video dal 18 gennaio 2018.

La cover del DVD del film horror Jukai

La cover del DVD del film horror Jukai

Aokigahara (o Jukai) è una foresta giapponese situata ai piedi del monte Fuji e divenuta tristemente nota per essere luogo prediletto dei suicidi di tutto il mondo.
Come avrebbe potuto non cogliere la succulenta palla al balzo il cinema horror, sempre più a corto di idee?

Dopo il tv-movie Grave Halloween e il drammatico La Foresta Dei Sogni di Gus Van Sant, ecco il film manifesto della “foresta dei suicidi”: Jukai integra i fatti di cronaca con ingredienti di mistero e folklore, espandendo i confini dell’aura negativa di un luogo tanto macabro quanto affascinante.
La Jukai diventa così un vero e proprio mostro intangibile, che nottetempo attrae, terrorizza e spinge a togliersi la vita anche chi non ne aveva alcuna intenzione, ghermendo le debolezze e la tristezza dei malcapitati con visioni orripilanti.

La malcapitata nel nostro caso è Sara (Natalie Dormer), giovane americana alla ricerca della sorella gemella che, in aria di depressione, si è smarrita nella vegetazione qualche giorno prima.
Con un turista belloccio e una guida locale, Sara sfida la leggenda di Jukai e aggiunge una nuova pagina alla tradizione di “quelli che se la vanno a cercare”.

Tra una puntata di Trono Di Spade e l’altra, la Dormer fa felici i fan e prova a fare la scream queen. Anche se le faccende giapponesi, la storia dell’horror insegna, è meglio lasciarle ai giapponesi, Jukai – La Foresta Dei Suicidi non è una visione completamente insipida, se vi piace l’ambientazione silvestre e il confortevole brividino da film tv. Che, per antonomasia, è una formula economica e con limiti.
Quello più deleterio è legato all’atmosfera, che per oltre metà tragitto è diurna e assolata, dunque piuttosto inoffensiva in termini di paura; qui lo sforzo del giovane regista Jason Zada si trasferisce su qualche sfumatura psicologica tra i due buoni protagonisti, che ce la mette tutta per mantenere viva qualche curiosità.
Il leggero cambio di marcia coincide col calare delle tenebre: qui la foresta offre il suo vestito migliore e le incursioni degli abbozzati pseudo-spiriti aumentano i giri.

La sensazione è quella di un film che vive più dell’habitat che della sostanza, il che non è per forza un male, a patto che accettiate ancora una volta l’esasperazione del “jumpscare”, i sogni a matriosca e le ragazzine con le facce deformate in totale computer grafica.
Lo guardi nel weekend, non ti annoi, mercoledì lo scordi.
Consigli per contorno: Dark Woods – La Foresta Misteriosa (Pål Øie, 2003), ingiustamente snobbato.

Nelle edizioni homevideo di Midnight Factory, oltre al film c’è qualche b-roll ed interviste a Zada e alla Dormer. 

Luca Zanovello

 

Responsabile della sezione Cinema e del neonato esperimento di MaSeDomaniTV (il nostro canale Youtube) Luca, con grazia e un tocco ironico sempre calibrato, ci ha fatto appassionare al genere horror, rendendo speciali le chiacchiere del lunedì sulle novità in home video, prima di diventare il nostro inviato dai Festival internazionali e una delle figure di riferimento di MaSeDomani.  Lo potete seguire anche su Outside The Black Hole

Shares

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi