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Ricordi dalla Berlinale 2018: numeri da record e film da vedere nei prossimi mesi

By | 2018-03-03T08:09:54+00:00 marzo 3, 2018|Cinema, Festival, Terza Pagina|
Ricordi dalla Berlinale 2018: il poster © Internationale Filmfestspiele Berlin / Velvet Creative Office

Ricordi dalla Berlinale 2018: il poster © Internationale Filmfestspiele Berlin / Velvet Creative Office

Ricordi dalla Berlinale 2018: CHI C’ERA

Dicevamo martedì che una volta calato il sipario è tempo di bilanci. Ad inizio settimana è arrivato puntualmente il comunicato di chiusura della 68ma edizione del Festival Internazionale del Film di Berlino. La sensazione diffusa durante la kermesse era di avere intorno meno addetti ai lavori, di assistere a una selezione ufficiale di alto livello ma priva di pellicole strabilianti e di vivere un evento che non emanava il solito appeal – che la polemica per la sostituzione dei vertici abbia reso meno attraente il terzo festival del cinema europeo? In teoria, avrebbe dovuto sortire l’effetto contrario, attirando a sé tutti i riflettori. Misteri del nuovo millennio…

Dato che il gossip non ci appartiene, e in attesa di leggere le prossime puntate della querelle sull’elezione del successore di Dieter Kosslick, abbiamo dato una scorta alle cifre ufficiali che, inaspettatamente, ribaltano le nostre sensazioni (o quasi).

Un successo di Audience e Industry

Titola una delle ultime comunicazioni ricevute dal quartier generale. Il numero totale di persone che hanno subito il fascino di questa Berlinale fa davvero impressione: più di 21.000 visitatori accreditati, in arrivo da oltre 130 paesi, e approssimativamente 330.000 biglietti venduti. Tenendo presente che la manifestazione dura undici giorni, significa che una massa pari alla popolazione di Alba ogni giorno si sia riversata in città e nei suoi cinema.

L’European Film Market, in una settimana abbondante (dura 9 giorni), ha segnato un nuovo record con oltre 10.000 visitatori, arrivati da 112 nazioni per visionare 800 opere (in 1.120 proiezioni) e partecipare a 1.300 incontri individuali. Un’affluenza da capogiri che conferma il ruolo primario delle giornate berlinesi nella piazza europea.

Ricordi dalla Berlinale 2018: l’European Film Market

Ricordi dalla Berlinale 2018: l’European Film Market

E la press?

A questo punto qualcuno potrebbe far notare la mancanza delle cifre legate alla critica, alla famosa (o famigerata) accredited press che si fa sentire attraverso le colonne dei vari (web)magazine e che non ha ancora deposto la penna.

I dati disponibili con riguardo alla Selezione Ufficiale sono solo quelli del giro di boa i quali sottolineavano il record di Isle of Dogs (prima animazione ad inaugurare la manifestazione) e si sinceravano che l’elenco dei presenti sul red carpet e in masterclass ci fosse giunto completo dell’ultimo nome inserito.

Insomma, i dubbi permangono che qualcosa non sia andato come auspicato. Tanto più che quest’anno in Concorso si è visto un lungometraggio che aveva già debuttato il mese precedente al Sundance, cosa che invece nel 2017 aveva impedito al meraviglioso Call Me By Your Name di Guadagnino di competere per l’Orso d’Oro.

Ricordi dalla Berlinale 2018: NOTE STONATE

Stante l’assenza di un comunicato, possiamo solo attenerci alle sensazioni. Per la prima volta abbiamo avuto accesso a qualsiasi spettacolo volessimo, senza mai un sold out. Vero è che le anticipate stampa sono aumentate, ma nei passaggi pubblici a noi è riservata – giustamente – una quota minima di posti e sentirsi chiedere “vuole altro?” strideva alle nostre orecchie.

E, sempre per la prima volta, abbiamo assistito a un imbarazzante coro di dissenso durante una proiezione. Un intero teatro gremito di gente che ha sfidato il vento gelido – e ha pagato il biglietto! – ha espresso il proprio disappunto a sipario aperto. Una situazione impensabile sino a ieri, in un teatro dove anni fa ho assistito alla più lunga standing ovation di tutti i festival (oltre 10 minuti).

Ricordi dalla Berlinale 2018: il pubblico

Ricordi dalla Berlinale 2018: il pubblico

Ricordi dalla Berlinale 2018: I FILM CONSIGLIATI

Torniamo a focalizzare sulle cose belle, le pellicole. Chiudiamo con qualche consiglio, segnalando alcuni titoli che speriamo arrivino nei prossimi mesi nei nostri cinema. Due per categoria principale.

Da Panorama

Profile e Ondes de Choc: journal de ma tête meritano tutta la nostra attenzione. Due tagli differenti per due storie vere. Profile ci porta davanti alla tastiera con la giornalista britannica Amy Whittaker che, per un reportage, ha agganciato su Facebook un reclutatore dell’ISIS iniziando un gioco pericolosissimo. La seconda ci porta, invece, a casa di Benjamin Feller reo confesso di parricidio nella quieta Svizzera. Molte più righe a venire.

Dal Fuori Concorso

7 Days in Entebbe e Unsane hanno già i riflettori puntati. Li abbiamo recensiti in tempo reale e la distribuzione sta già facendo il suo corso. Non dimenticateli! Il primo, propone fatti realmente accaduti da una nuova prospettiva e sfrutta le regole della suspense per farci scordare il noto epilogo (l’Operazione Entebbe). Il secondo, sfrutta la plausibilità e l’attuale sovraesposizione mediatica per confezionare un thriller psicologico in formato 2.0.

Ricordi dalla Berlinale 2018: Claire Foy nel film Unsane © Fingerprint Releasing / Bleecker Street

Ricordi dalla Berlinale 2018: Claire Foy nel film Unsane © Fingerprint Releasing / Bleecker Street

Tra gli Special Gala

Il delizioso The Bookshop e il curioso Becoming Astrid, hanno forse avuto meno risonanza ma sono delicati, ben recitati e non lacrimosi, quindi altrettanto meritevoli. The Bookshop ci porta da Florence Green determinata ad aprire una libreria in un paesino del Suffolk. Tra lo stupore della popolazione, e le ire di chi aveva mire differenti sull’edificio, la donna si ritroverà isolata e braccata. Tratto dall’omonimo romanzo di Penelope Fitzgerald, e diretto da Isabel Coixet, è malinconico al punto giusto.

La storia (anche in questo caso vera) della scrittrice Astrid Lindgren (1907–2002) prima che divenisse famosa e inventasse Pippi Calzelinghe può essere ancora oggi fonte d’ispirazione. La sua determinazione e indipendenza è tratteggiata dalla regista Pernille Fischer Christensen in modo tanto efficace quanto squisito.

Dal Concorso Internazionale

Il pensiero torna sempre a Museo e Dovlatov. Premiato per la miglior sceneggiatura il primo e sostenuto da parte della critica il secondo, entrambi romanzano il reale e lo dipingono con classe (e qualche piccola pecca). Museo ripercorre il furto avvenuto il 24 dicembre 1985 al Museo Nazionale di Antropologia di Città del Messico di 140 reperti, per mano di due studenti di veterinaria, per raccontare il disorientamento di una generazione. Dovlatov, per contro, ricostruisce la Leningrado in cui un giovanissimo Sergei Dovlatov e i suoi amici scrittori cercarono di essere pubblicati.

Ricordi dalla Berlinale 2018: Leonardo Ortizgris e Gael García Bernal nel film Museo © Alejandra Carvajal

Ricordi dalla Berlinale 2018: Leonardo Ortizgris e Gael García Bernal nel film Museo © Alejandra Carvajal

A ben vedere, il nostro “piccolo” assaggio è sufficientemente nutrito e variopinto da tenervi impegnati per qualche weekend. A dimostrazione che anche da un’edizione fiacca possono emergere un bel po’ di lavori che meritano lunga vita al di fuori del circuito festivaliero.

Il nostro diario si arricchirà nuovamente nei prossimi giorni. Nell’attesa vi ricordiamo che la Berlinale numero 69 si terrà dal 7 al 17 febbraio 2019. Chissà cosa ci riserverà.

Vissia Menza

Ennio Flaiano amava ricordare che “Il cinema è l’unica forma d’arte nella quale le opere si muovono e lo spettatore rimane immobile.”, ed è Vissia ad accompagnarci con passione e sensibilità nelle mille sfaccettature di un’arte in movimento. Ma non solo. Una guida tout court, competente e preparata, amante della bellezza, che scrive con il cuore e trasforma le emozioni in parole. Dal cinema alla pittura, con un occhio vigile per il teatro e la letteratura, V. ci costringe, piacevolmente, a correre per ammirare un’ottima pellicola o una mostra imperdibile, uno spettacolo brillante o un buon libro. Lasciarsi trasportare nelle sue recensioni è davvero facile, perdersi una proiezione da lei consigliata dovrebbe essere proibito dal codice penale. Se qualcuno le chiede: ma tu da che parte stai? La sua risposta è una sola: “io sto con Spok, adoro l’Enterprise e sono fan di Star Trek”

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