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«Uomini che restano» Storie che restano

By |2018-06-19T21:42:11+00:00luglio 8, 2018|Lettura, Libri, Recensioni|

La recensione del libro Uomini che restano di Sara Rattaro, tra le letture consigliate di questa estate 2018.

Quando Sara Rattaro ha sponsorizzato per la prima volta su Facebook il suo ultimo romanzo Uomini che restano, mi sono divertita a leggere i commenti di donne che giustamente chiedevano quale specie rara avesse incontrato l’autrice! Eh, sì, perché in un mondo dove ormai siamo abituati a incontrare sempre più spesso uomini che fuggono, fragili, incapaci di accettare un lutto, un rifiuto, una mancanza, Sara Rattaro invece ci racconta di uomini che decidono di fermarsi e condividere la fatica che spesso la vita propone.

La copertina del libro Uomini che restano

La copertina del libro Uomini che restano

Sergio, Lorenzo, Fabrizio, Riccardo sono le figure maschili che ruotando intorno a Fosca e Valeria, le due donne protagoniste del romanzo, che si incontrano per caso su una terrazza sul mare di Genova.

Genova non fa solo da sfondo, ma è una culla, contiene e cura, è l’altra protagonista, oltre a Fosca e Valeria, è la “città dura come la pietra, dalle sue pietre sanguinanti di contraddizioni e da quella ostinata bellezza senza tempo”, Genova è casa e pace, con la sua “gente di mare, vittime dell’acqua, prudenti come rettili, ma oneste come colombe”.

E su quella terrazza, Fosca e Valeria, che non si conoscono e sembra che non abbiano nulla in comune, se non il fatto di essere lì, sole, a contemplare l’orizzonte, scoprono qualcosa che per il mondo femminile è spesso familiare: la sorellanza. Il raccontarsi è per loro una terapia per le rispettive ferite dell’anima, perché tra donne basta uno sguardo complice, un caffè e piangere insieme per sentire che il dolore si attenui almeno un po’.

Ma la sofferenza non sempre è facile da vivere: Fosca è stata lasciata dal marito, in modo plateale e fulmineo, davanti a tutti gli amici e quella che doveva essere una dolorosa questione privata, da risolvere in due, tra le mura domestiche, è diventata pubblica. Lorenzo ama un altro uomo. Ora lo sanno tutti. Dopo anni di lacerazione interiore, mascherata da una vita “normale”, da un matrimonio e dall’avere accanto una donna come Fosca, quando Lorenzo trova la forza di confessare la sua omosessualità, la moglie gli ha appena organizzato una festa a sorpresa per il suo compleanno.

Si apre così, “Uomini che restano”, un incipit fortissimo, che mi ha fatto trattenere il fiato e mettermi una mano davanti alla bocca, come se a quella festa a casa di Fosca ci fossi anch’io, con una tartina in una mano, il calice di bollicine dall’altra, nascosta dietro il divano, pronta a dire “Sorpresa!” all’ignaro Lorenzo.

Valeria, invece, ha un dolore diverso, tremendo e che la divora: la malattia. Ha il cancro e Sergio, in quel “momento complicato”, come lo definisce lui, si perde, si allontana, forse per paura, forse perché infantile, forse perché non la ama abbastanza. Uomini che vanno e uomini che restano, come Ale e Fabrizio, come le figure paterne di questa storia, uomini che camminano accanto a donne che si stanno consumando, non hanno più la bellezza giovanile, che sono fragili, ma dimostrano di essere delle combattenti, delle guerriere.

La prima volta che ho letto un romanzo di Sara Rattaro continuavo a pensare ai personaggi come se fossero reali, come se li avessi davvero conosciuti. Ad è questa la forza del suo raccontare: il far vivere al lettore storie autentiche, reali, di sentimenti, quelli che tutti proviamo: la rabbia, la disperazione, il senso dell’abisso, il non sapere cosa fare, il mascherare il dolore, il non dire, l’accusarsi a vicenda per trovare un colpevole, il non sapersi guardare dentro per paura della propria unicità.

Anch’io come Valeria avrei cacciato da casa Sergio, così come sarei diventata la migliore amica di Giulia ne L’amore addosso. Ho sofferto in Niente è come te, premio Bancarella 2015 e ho pianto per Sulla sedia sbagliata, giusto per citare alcuni tra i romanzi di successo di questa autrice.

Sara Rattaro scrive in prima persona e questo fa sì che il lettore sia davvero catapultato dentro la storia. La scrittura è fluida e a tratti tagliente, arriva dritto, la senti nella pancia.

Le storie di Sara Rattaro, restano, come gli uomini del suo ultimo romanzo, come le emozioni che descrive, le vite che narra, i luoghi che ci racconta.

Restano dentro le pieghe più profonde dell’anima.

Sarah Pellizzari Rabolini

SCHEDA LIBRO
UIOMINI CHE RESTANO di Sara Rattaro

Copertina rigida: 250 pagine
Editore:Sperling & Kupfer (13 febbraio 2018)
Collana:Pandora
Lingua: Italiano

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Sarah è un’insegnante e una scrittrice. Ha pubblicato poesie, racconti e due romanzi (il secondo è Amarsi Ancora). Ha partecipato a diverse antologie tra cui Le donne che fecero l’impresa-Lombardia, è stata finalista di concorsi e premi letterari. Pratica la mindfulness ogni giorno e crede che scrivere sia una vera terapia per l’anima.

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