Ma se domani... > Concorso Letterario La scoperta – Racconto n. 9: I due monaci di Massimo Renaldini

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I DUE MONACI
di Massimo Renaldini 

 

Nel villaggio di Kuala-Bul viveva un monaco di nome Wen, che ben presto divenne famoso in tutta la regione non solo per la sua saggezza, ma anche per le sue straordinarie capacità curative: pareva infatti che fosse in grado di salvare dalla morte qualsiasi persona ferita, anche se le condizioni del paziente erano disperate.

Un giorno gli portarono una donna che era caduta dalle scale e aveva picchiato violentemente la testa, e lui la guarì. Un’altra volta gli fu portato un bimbo che era stato investito da un’automobile, e Wen riuscì a salvarlo. In una diversa occasione gli fu condotto un uomo che era stato colpito all’addome da due colpi di pistola – e che pareva fosse sul punto di morire da un momento all’altro – eppure l’uomo venne salvato.

La fama di Wen si diffuse rapidamente in molte regioni, e un giorno il monaco fu invitato da un paese lontano, che da molti anni era in guerra e che quindi aveva sempre numerosi feriti. Wen si recò in quel territorio belligerante e iniziò a guarire qualsiasi persona straziata dalle armi, e la sua fama crebbe ancora di più, tanto che alcuni iniziarono ad acclamarlo come un santo. In quel paese però viveva anche un altro guaritore, di nome Chunk-to, che si ingelosì della popolarità del monaco straniero; così un giorno Chunk-to volle mettere alla prova Wen, cercando di coglierlo in fallo, e gli chiese pubblicamente:

“Maestro, se vi portassero qui una persona a cui è stato appena mozzato un braccio, voi sapreste riattaccarglielo?”

Wen rispose:

“Sì”.

“E se vi conducessero qui due uomini che hanno perdute entrambe le gambe, voi sareste in grado di farli nuovamente camminare?”

“Sì, ma sarebbe molto faticoso per me, e molto doloroso per loro”.

Chunk-to sorrise tra sé e lo incalzò:

“E se vi portassero un uomo decapitato, riuscireste a riportarlo in vita?”

Wen rifletté qualche istante, poi rispose:

“Sì, potrei farlo, ma consumerei tutte le mie energie”.

Chunk-to sapeva che, con la prossima domanda, avrebbe finalmente dimostrato i limiti dei poteri di Wen:

“E se infine ci fossero qui dieci persone smembrate, cosa fareste?”

Wen non ebbe alcuna esitazione:

“Quello che avrei dovuto fare fin dall’inizio”.

La folla attorno ai due monaci ascoltava in silenzio.

“E cioè?” chiese Chunk-to.

Wen rispose tranquillamente:

“Utilizzare le mie energie e la mia risolutezza per far finire la guerra”.

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