Ma se domani... > dorè

Mostrocci un’ombra da l’un canto sola, dicendo: “Colui fesse in grembo a Dio lo cor che ’n su Tamisi ancor si cola”. Prendi il XII canto dell’Inferno dantesco, estrapoli una terzina domandandoti chi sia il personaggio descritto e finisci invischiato in una storia che profuma fortemente di Trono di Spade… Uhm, andiamo con ordine. È…

Il decimo canto dell’Inferno. La rovina di una mia interrogazione al liceo. Vi spiego. Cominciamo a ricordare il contesto già introdotto nel (nazionalistico ante litteram) nono canto: spalancate le porte della città di Dite, al Nostro è comparsa una immagine cruda ma mooooooooolto efficace. Davanti all’imponente naso del Poeta, si è materializzata una schiera di sepolcri,…

Diciamocelo: in questi primi sette canti ci siamo abituati a un autoritratto dantesco che non è esattamente quello di un macho: l’Alighieri trema di paura una dozzina di volte, piagnucola commosso almeno altrettante, in qualche occasione prova una emozione così violenta da svenire (e risolvere così il problema narrativo del passaggio al Canto successivo). Poi,…

Credo di aver rivisto una ottantina di volte “Amici miei”, in ognuna delle sue tre versioni originali. E’ più che naturale, quindi, che al primo accenno di “Pape Satan aleppe” il mio ricordo corra a Sassaroli vestito da diavolo, le nipoti da parte di fava e il povero pensionato Lenzi convinto di aver scoperto come…

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