Ma se domani... > Concorso Letterario La scoperta – Racconto n. 7: Un gioco da ragazzi di Emilia Cinzia Perri

Vuoi aiutare Emilia ad aggiudicarsi il Premio del Pubblico del Concorso Letterario La Scoperta? Condividi il suo racconto su Facebook, Twitter o Google Plus utilizzando i tasti che trovi alla fine del testo! Hai tempo fino al 28 febbraio 2014!

icona-la-scoperta

UN GIOCO DA RAGAZZI
di Emilia Cinzia Perri

 

1986. L’estate è inevitabile e io non so nulla di nulla.

Non conosco ancora la copertina del primo numero di Dylan Dog né i fiori di Gae Aulenti che si schiudono dall’alto dell’Orsay, non so che un cervello pakistano ha infettato i computer di tutto il mondo e un Corazon filippino è il primo presidente donna asiatico, non mi sfiora il sospetto che i sette astronauti bruciati nel cielo non siano piloti di Top Gun ma dello Space Shuttle, nessuno mi ha detto che già prima di Chernobyl il caffè sa di caffè di Sindona.

Tutto quello che so è che devo essere un fulmine, se non voglio essere colpita.

Siamo otto in un cerchio. Matteo è al centro perché è il suo turno di tirare la palla avvelenata.

Ha gli occhi verdi e un anno più di me, però sembra molto più grande.

– Dai Matteo, che aspetti? Datti una mossa!

Gli ha appena urlato qualcuno.

Abbiamo comitive diverse, non ci vediamo mai tranne quando giochiamo così, sulla spiaggia, di pomeriggio, in questo paesino di mare calabro, versante tirrenico.

La sabbia è morbida, il sole dolce, ma sono la pelle abbronzata e quel sorriso furbetto a distrarmi, non mi fanno capire la direzione che prenderà il maledetto bolide nelle sue mani. La sabbia fa un leggero mulinello di polvere quando lui ci trascina i piedi sopra, le sue braccia disegnano un cerchio perfetto prima di lanciare ed ecco fatto: una botta nello stomaco, colpita e affondata.

Mi piego sulle ginocchia, non so che mi prende.

Matteo sgrana gli occhi, si avvicina e mi chiede cos’ho, in fondo non aveva tirato troppo forte.

E ha ragione lui.

Lo guardo dritto in viso, resto senza fiato e in quel momento smarrito so che l’amore a tredici anni prende così: ti punta di nascosto e, prima che tu possa preparare una strategia di difesa, ti ha già colpito con massimo danno, facendoti piegare in due dallo stupore.

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi