Il giovane interprete newyorkese porta la sua energia magnetica al festival elvetico: sguardi, sorrisi e complicità con i fan nel nostro reportage.
Anthony Ippolito allo Zurich Film Festival 2026 © Tosi Photography.
Ci sono giovani attori che arrivano ai grandi festival europei con la fretta di dover dimostrare tutto e subito, e altri che scelgono la strada più difficile e affascinante: lasciare che a parlare sia la naturalezza del loro mestiere. Anthony Ippolito appartiene chiaramente a questa seconda categoria. Il suo approdo alla ventiduesima edizione dello Zurich Film Festival ha portato una ventata di freschezza autentica su Sechseläutenplatz. Lontano dalla rigidità di certi debutti internazionali, l’attore newyorkese ha affrontato il green carpet con un entusiasmo sincero, catturando immediatamente l’attenzione dei fotografi e scambiando battute distese con il pubblico assiepato alle transenne.
Nato a Long Island nel 1999, Ippolito ha già dimostrato una maturità recitativa sorprendente, affrontando sfide professionali che avrebbero fatto vacillare anche interpreti ben più navigati.
Gli spettatori lo hanno notato per la prima volta nel dramma corale adolescenziale Grand Army, ma la vera consacrazione critica è arrivata con l’ambiziosa serie The Offer. Chiamato a vestire i panni monumentali di un giovanissimo Al Pacino durante la tormentata genesi de Il Padrino, Anthony ha firmato una prova mimetica straordinaria. Invece di cadere nella trappola della caricatura, ha restituito con misura l’ansia, lo sguardo febbrile e il fuoco sacro di una leggenda alle sue prime armi, guadagnandosi il rispetto unanime dell’industria e degli addetti ai lavori.
A Zurigo, Ippolito ha confermato quella stessa carica empatica, presentandosi ai microfoni della stampa con la curiosità viva di chi vive il cinema come un percorso di costante scoperta.
Il passaggio sotto i riflettori prima della proiezione di I Play Rocky è stato scandito da momenti dedicati agli appassionati, fermandosi per le foto di rito.
Il nostro fotografo ha documentato da una prospettiva ravvicinata la sua apparizione zurighese: la risata improvvisa prima dell’ingresso in sala, l’eleganza informale del completo e la complicità scambiata con gli addetti ai lavori a bordo passerella.
Spazio ora alla forza espressiva delle fotografie: vi basterà cliccare sul primo scatto qui sotto per ingrandire la galleria a schermo intero e sfogliare il servizio fotogramma dopo fotogramma.
Vi ricordiamo che le immagini dallo Zurich Film Festival 2026 sono © Tosi Photography. Un clic QUI se volete essere messi in contatto con l’autore.
n.d.r. Le foto degli altri ospiti del 22° ZFF sono sulla pagina del nostro Speciale!
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