Dall’emozione serale ai retroscena svelati nella Conversation: la star nelle nostre foto.
Naomi Watts sul green carpet del Festival di Zurigo 2026 © Tosi Photography.
Dominare la scena con la medesima naturalezza sotto la raffica di flash di una serata di gala e nella penombra riflessiva di una sala d’incontro è un privilegio riservato a pochissimi talenti. Naomi Watts ha portato esattamente questa doppia dimensione alla ventiduesima edizione dello Zurich Film Festival, scandendo con la propria presenza due dei momenti più significativi dell’intero cartellone elvetico.
Il primo atto si è consumato nella serata del 26 settembre sul green carpet. Sbarcata sulle rive della Limmat per ritirare il prestigioso Golden Eye Award e accompagnare la presentazione dell’atteso dramma psicologico The Housewife, l’attrice ha confermato la grazia che da oltre due decenni ne definisce la traiettoria. Dalle vertigini visionarie di Mulholland Drive di David Lynch alle vette emotive di 21 Grammi e The Impossible, entrambe valse la candidatura all’Oscar, il suo cinema ha sempre cercato la verità interiore dei personaggi senza cedere a facili scorciatoie. Una misura ribadita di fronte alla folla zurighese: prima di salire sul palco per accogliere il tributo della sala e stringere tra le mani il premio, la Watts ha dedicato tempo agli appassionati, firmando autografi e scambiando battute a ridosso delle transenne.
Il giorno seguente il registro è cambiato per lasciare spazio all’approfondimento della sua attesissima Masters Conversation.
La Master Conversation con Naomi Watts © Tosi Photography.
Lontano dal protocollo della passerella, l’incontro con il pubblico e i professionisti del settore si è trasformato in una riflessione limpida sul mestiere di recitare. L’attrice si è aperta affrontando le incertezze del lavoro sui testi complessi, la fiducia necessaria quando ci si affida a registi visionari e l’importanza di custodire uno spazio di autentica vulnerabilità davanti all’obiettivo. Nessuna formula precostituita, ma il resoconto trasparente di un’artigiana che considera la recitazione un continuo esercizio di ascolto e coraggio.
Il nostro obiettivo ha seguito entrambe le tappe di questo percorso zurighese da una posizione privilegiata. Nelle immagini ritroverete la duplice anima dell’evento: l’eleganza luminosa sotto i riflettori della sera e la partecipazione espressiva durante il dialogo con la platea in sala.
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Vi ricordiamo che le immagini dallo Zurich Film Festival 2026 sono © Tosi Photography. Un clic QUI se volete essere messi in contatto con l’autore.
n.d.r. Le foto degli altri ospiti del 22° ZFF sono sulla pagina del nostro Speciale!
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