///Recensione film Avatar di James Cameron

Recensione film Avatar di James Cameron

By |2017-12-07T10:33:59+00:00gennaio 31, 2010|Cinema, Recensioni Film|

Dopo un periodo di inattività in questi luoghi, ma non nelle sale cinematografiche (un giorno forse prenderò coraggio e vi racconterò quali e quante “perle” da dimenticare ho visionato in questi mesi…), ora mi sento pronta a condividere la mia ultima analisi ossia:
perché non dovremmo vedere Avatar e soprattutto perché ciò non accadrà mai : - )

Ho trovato almeno dieci buoni motivi:

1.    perché è stato scritto oltre una decade fa (e si vede!), ma al momento della realizzazione erano tutti troppo presi dalla creazione di nuove fantasmagoriche macchine da presa per dedicarsi ad un allineamento di essa col mondo qui fuori che negli ultimi anni si è un bel po’ evoluto;

2.    perché ci siamo tutti (di sicuro tutte) rotti di storie in cui il protagonista sia un “manzo” con mascellone e tratto somatico che faticheremo a riconoscere nella sua prossima prodezza cinematografica;

3.    perché nonostante l’incontrovertibile tripudio di effetti speciali, i nostri occhi si stanno già abituando ai poco fashion ma necessari occhialini 3D, con la conseguenza che percepiamo solo pochi effetti come strabilianti e … beh … ci domandiamo se fosse proprio proprio necessario fare il film in 3D – dubbio, ma quando uscirà in formato per noleggio/ vendita dovremo cambiare il televisore oppure sarà banalmente in 2D? Ci accorgeremo della differenza?

4.    come se non bastasse,  perchè con lo scoccare della seconda ora di visione gli occhi iniziano inesorabilmente a lacrimare rendendo l’immancabile scontro finale non avvincente bensì un interminabile supplizio!

5.    Perché ci si domanda se sia Pandora ad aver dato i natali alla tecnologia LED – è un susseguirsi di arbusti, fiori, rami che si illuminano al passaggio dei nostri beniamini – oppure il main sponsor abbia fatto una gran bella pressione 😉

6.     perché il ricordo dell’Era Glaciale 3 (in 3D!) è ancora vivido nella nostra memoria dato che è di pochi mesi fa e ci è piaciuto un sacco –> e questo mi porta al prossimo punto:

7.    perché le opere di Quentin Tarantino sono veri omaggi ai suoi idoli che l’hanno e lo ispirano in continuazione, mentre in questa pellicola i tributi ai film che hanno contribuito a fare la storia del cinema sono un po’ troppi e si dubita che siano delle scopiazzate: per fare qualche esempio, l’incursione aerea di Apocalypse Now, il colonnello di Full Metal Jacket, i robot di Transformers e… la sigla finale di Titanic (e no … l’auto celebrazione no!)

8.    perché ci siamo rotti di venir sempre rappresentati come degli insensibili, trogloditi, retrogradi, rozzoni che invadono gli altrui spazi/pianeti (intanto a chi frega del luogo, il concetto non cambia) per pura avidità trincerandoci dietro la presupposta violenza delle popolazioni locali che ai nostri ignoranti occhi paiono poco inclini ad assecondare le nostre esigenze. Ma poi ( e te pareva) tra noi ci sono pochi che comprendono e ci riscattano sposando la causa dei padroni di casa combattendo i propri simili – uffaaaa

9.    perché quando si legge che le sale cinematografiche sono gremite esclusivamente di neo ventenni ci dovremmo porre delle domande

10.    perché l’unico vero enorme merito di James Cameron è di aver creato nuovi strumenti per fare cinema che permettono agli attori di animare dei disegni ed al regista di vedere in tempo reale il lavoro finito – chapeau!

In definitiva, sono cosciente che la curiosità ci porterà tutti al cinema a vedere Avatar, ma sono contenta di poter stare tranquilla per almeno una decade – n.d.r. tempo medio che intercorre tra le opere di Cameron : - )

Ennio Flaiano amava ricordare che “Il cinema è l’unica forma d’arte nella quale le opere si muovono e lo spettatore rimane immobile.”, ed è Vissia ad accompagnarci con passione e sensibilità nelle mille sfaccettature di un’arte in movimento. Ma non solo. Una guida tout court, competente e preparata, amante della bellezza, che scrive con il cuore e trasforma le emozioni in parole. Dal cinema alla pittura, con un occhio vigile per il teatro e la letteratura, V. ci costringe, piacevolmente, a correre per ammirare un’ottima pellicola o una mostra imperdibile, uno spettacolo brillante o un buon libro. Lasciarsi trasportare nelle sue recensioni è davvero facile, perdersi una proiezione da lei consigliata dovrebbe essere proibito dal codice penale. Se qualcuno le chiede: ma tu da che parte stai? La sua risposta è una sola: “io sto con Spok, adoro l’Enterprise e sono fan di Star Trek”

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