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Consigli per il videonoleggio horror: “AUTOMATION TRANSFUSION”


Per l’ultimo lunedì horror prima della pausa Pasquale, vorrei condividere con voi una delle pause pranzo più memorabili dell’ultima annata cinematografica. Quando si dice un B-movie con la B maiuscola! Dopo 1 minuto e 09 secondi assisterete ad una vomitata in grande stile a tutto schermo e dopo ulteriori 3 minuti il poverino di turno sarà smangiucchiato dal primo di una lunga serie di zombie. E non crediate che vi abbia rovinato il film, questo è solo ciò che accade prima dei titoli di testa di AUTOMATION TRANSFUSION : - )
Farete una vera e propria indigestione di zombie in soli 75 minuti. Una fredda fotografia e una camera spesso in movimento (e che non tutti hanno apprezzato …) fanno da corollario a questo film stracarico di cliché: dai teenager forse un pochino agèe all’immancabile motosega, una grande corsa alla cieca per la salvezza dall’immancabile virus sfuggito al controllo degli scienziati, in cui non manca una femmina perennemente isterica che fa una brutta fine (ma ci rovina il campo alto decibel per la quasi totalità della pellicola) e soprattutto dei non morti che corrono di brutto e son affamati come pochi (con una chiara predilezione per le cervella!). Che sia per questo motivo che A. esordisce la sua critica – ed è proprio il caso di dirlo – con un “Certo che deve essere proprio divertente girare un film sugli zombie!” ?

Ma a parte questo entusiasmo iniziale, A. sostiene vi siano almeno tre pecche non di poco conto, quali? Eccole qui:
Quest’ennesima prova del genere lascia, a fine visone, oltre all’ aspettativa di un secondo episodio, anche un gran mal di testa. L’opera risulta girata in maniera caotica, come se la telecamera perennemente traballante aumentasse il senso di “corsa contro il tempo” che i soliti ragazzi tutto festini e birra devono affrontare per cercare di sopravvivere ad un’orda di zombie. Come se non bastasse, ad aumentare la sensazione di malessere ci pensa una colonna sonora onnipresente e sovrabbondante di musica metal.
I rimandi al genere sono molti (vediamo l’immancabile motosega, tante persone sventrate, membra che volano di qui e di la, i militari ed il governo che fanno la consueta figuraccia), ma la maggior parte di essi sfuggono a causa dell’eccessiva velocità della pellicola che addirittura annienta pressoché del tutto una visibilità che invece meriterebbero.
Ritmo rallentato, trama più strutturata, almeno dieci minuti in più rispetto ai 75 complessivi (che sono proprio pochini) e il gioco era fatto… avremmo avuto un film notevole!
A.
Quindi per la vostra serata horror fate attenzione, soprattutto se siete dei palati fini come A., se invece vi divertite a vedere il vostro 32” grondare sciroppo di lamponi ed avete della Dramamina a portata di mano, forza tuffatevi … e poi lasciateci la vostra opinione : - )
V.

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