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Sette autori per un Natale in giallo

By |2016-02-29T23:55:14+00:00dicembre 27, 2011|Lettura, Recensioni|

A qualcuno potrà sembrare una pura operazione commerciale (ed in parte probabilmente lo è), altri faranno notare che di raccolte simili è ricca la recente storia editoriale italiana. Difficile non concordare con entrambe le osservazioni, ma resta il fatto che “Un Natale in giallo”, edito da Sellerio, riunisce in 318 agilissime pagine la bellezza di sette racconti di veri professionisti del genere, e convince nella selezione di testi scelti.

Il filo conduttore – e non potrebbe essere altrimenti – è proprio il Natale, ricorrenza tendenzialmente gioiosa ed allegra ma che può nascondere delle insidie dai toni prettamente noir. Su questo scenario si sfidano gli autori e soprattutto i rispettivi investigatori, volti noti agli amanti della narrativa gialla che apprezzeranno il ritorno dei loro beniamini ben calati in realtà coerenti con la produzione romanzesca.

Si parte così con Francesco Recami ed il suo nonno residente in una casa di ringhiera milanesissima che sarà alle prese con la visita della figlia tendente all’isteria e con un mitra giocattolo che, regalato all’esagitato nipotino, sarà l’elemento scatenante di una vera avventura condominiale. Graditissime anche le incursioni di Petra Delicado e del suo vice Fermín Garzón, amatissime creazioni letterarie di Alicia Giménez-Bartlett alle prese con uno sfortunatissimo e improvvisato Babbo Natale, e quella di Lorenzo La Marca, protagonista dei romanzi di Santo Piazzese e narratore in questa occasione di un Natale personale, intenso e decisamente umano.

Merita una citazione a parte Marco Malvaldi, di cui attendiamo con vera impazienza una nuova uscita prevista per il prossimo gennaio. Nel racconto inserito nell’antologia, gli ormai celebri vecchietti del BarLume sono spettatori prima e decisamente tifosi poi di una sorta di sollevazione popolare. Spassosissimo!

Completano il volume gli scritti di Carlo Flamigni (una bella storia all’insegna del romagnolo-esteuropeo-cinese), Gian Mauro Costa (sicilianissimo nell’ambientazione e nell’aria misteriosa che la pervade) e l’ottima Ben Pastor, pseudonimo di Maria Verbena Volpi, madre letteraria del colonnello della Wehrmacht Martin Bora, un dubbioso ma pervicace nella sua fedeltà all’esercito narrato nella buia notte di un Natale macchiato dal sangue e dalla neve dei combattimenti di Stalingrado.

Sono certo che ognuno di voi troverà un suo racconto preferito, e qualcuno magari scoprirà un autore che non aveva mai preso in considerazione. Due ottimi motivi per piazzare “Un Natale in giallo” sul proprio comodino!

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Dici Alfonso e pensi alla sua amata Triestina, alla sua biblioteca (rigorosamente ordinata per case editrici) che cresce a vista d’occhio, alla Moleskine rossa sempre in mano e alla adorata Nikon con la quale cattura scorci di quotidianità, possibilmente tenendo il corpo macchina in bizzarre posizioni, che vengono premiati ma non pensiate di venirlo a sapere. Se non vi risponde al telefono probabilmente ha avuto uno dei tanti imprevisti che riuscirà a tramutare in un esilarante racconto di “Viva la sfiga!”. Perché lui ha ironia da vendere ed un vocabolario che va controcorrente in questo mondo dominato dagli sms e dagli acronimi indecifrabili. Decisamente il più polivalente di tutti noi dato che è… il nostro (e non solo) Blogger senior che con il suo alfonso76.com ha fatto entrare la blog-o-sfera nella nostra quotidianità.

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