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Emotivi Anonimi: una leggera favola al profumo di cacao

Vi è mai capitato di uscire di casa con i calzini spaiati? Avete mai avuto l’incubo di arrivare sino all’ufficio prima di accorgervi di indossare le ciabatte di pelo? Vi siete mai sentiti goffi, inopportuni o maldestri? Bene, immaginate domani di incontrare una persona alla quale capitino quotidianamente tutti i vostri peggiori timori e che sia abituata a dire la frase meno indicata al momento sbagliato. Da brivido, vero? Cosa potrebbe capitare se addirittura due persone così si incontrassero?

Questa delicata e garbata commedia francese, leggera e mai volgare, come d’altro canto ci hanno oramai da tempo abituati i cugini d’oltralpe, ci narra la storia di Angelique, una cioccolataia imbarazzata e imbarazzante, che si innamora del patologicamente impacciato Jean–René.

Indiscutibilmente il titolo già a prima vista piace ed una volta in sala bastano pochi fotogrammi per avere l’impressione che aleggi nell’aria un profumo di cacao, cioccolato e zucchero. La poesia che supporta i nostri protagonisti è molta, quasi a voler ricordare di non essere troppo duri e taglienti con coloro che non brillano per prontezza di riflessi, risposta pronta e savoir faire con il prossimo, soprattutto se si tratta di gentil sesso piuttosto piacente.

Il caldo abbraccio che ci avvolge in questa chocolaterie non solo ci fa assaporare i rapporti umani e la vita di provincia, ma ci proietta in un’altra epoca anzi in un luogo senza tempo in cui tutto rimane ovattato e leggero. Non si scivola infatti nel drammatico e non si vogliono strappare facili lacrime in questa storia che si presenta come una moderna favola. Solo sorrisi abbozzati sui nostri volti mentre assistiamo a come Jean-René cerca di risollevare le sorti della piccola azienda di cioccolatini che possiede. Durante la ricerca di una venditrice agguerrita, in grado di far risorgere il marchio, egli rimane infatti rapito ed involontariamente ingannato da una giovane cultrice del cioccolato che per una serie di qui pro quo si presenta prima al colloquio. I due hanno molto in comune ma non lo scopriranno per molto tempo, nel mentre sono attratti l’uno dall’altra e non comprendono il perché, così la loro convivenza sarà un susseguirsi di ridicoli imprevisti.

Opera che non raggiunge mai il livello qualitativo de Le Donne del sesto Piano, ma non è neppure scialba come l’Art d’Aimer. Film che potremmo definire un buon passatempo per coloro che non hanno voglia di immergersi per due fitte ore in pellicole drammatiche ancorate alla nostra storia recente, oppure adatto a quel pubblico troppo stanco per schivare pallottole, sentire urla e stare al passo con protagonisti sempre in corsa ed in pericolo di vita. Quindi ben venga questa amabile commedia che regge grazie ai due interpreti (Benoît Poelvoorde e Isabelle Carré) i quali magistralmente incarnano le tante piccole manie e difetti che caratterizzano ognuno di noi.

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