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Sealand, la nazione più piccola del mondo

By |2016-02-29T23:31:12+00:00marzo 26, 2012|Curiosità, Editoriali|

Qualcuno ricorderà una memorabile puntata de “I Griffin” in cui il capofamiglia, accertata la mancata registrazione della sua casa nei catasti cittadini, decide di autoproclamare la sua abitazione “nazione autonoma” di cui diventa naturalmente presidente.

“Cose da cartoni animati”, avranno pensato i più, senza essere a conoscenza della curiosa storia di Sealand, lo stato più piccolo del mondo (peraltro senza mai essere stato riconosciuto da alcuna altra nazione). E come non capire Paddy Roy Bates, curiosa figura e fondatore di radio pirata, che il 2 settembre 1967 decise unilateralmente la sovranità di Sealand? Come vedrete dalla foto che segue, si tratta di un territorio che non manca di fascino.

Mi rendo conto che il panorama potrà sembrare un po’ piatto, e che con ogni probabilità il Principato di Sealand (questa la dizione utilizzata) appare poco attraente anche da un punto di vista architettonico. E’ inevitabile, se si considera che si tratta di una delle Fortezze marittime Maunsell, piattaforme costruite nel 1942 dagli inglesi a protezione delle loro coste ed equipaggiate a quei tempi con un radar, due cannoni antiaerei da 94 mm e due da 40 mm. Ma agli occhi di Bates i due piloni di cemento armato apparirono come vette innevate, e poco conta se per i maligni la nascita di questa micronazione coincidesse con alcuni guai giudiziari dello stesso Presidente: sarebbe come ammettere che un uomo può ricercare posizioni di potere solo per sfuggire a possibili guai con la giustizia, e questo come noto non è possibile.

A dieci anni dalla sua fondazione, anche Sealand volle contribuire a quella impressione generale per la quale i bonobo sono specie animale assai più evoluta dell’homo sapiens: si può combattere per una piattaforma di cemento sostenuta da due colonne e persa fra i marosi della Manica? Si, evidentemente si può se nel 1978 tale Alexander G. Achenbach, approfittando dell’assenza del Presidente Bates, conquistò con un colpo di mini-stato il potere prendendo in ostaggio il figlio del sovrano esautorato. Gli uomini, si sa, son bambini cresciuti, quindi al grido di “la palla e’ mia e ci gioco io” Bates riuscì ad organizzare un contro-assalto guidando un gruppo di mercenari e un elicottero d’assalto (!). So che sembrerà incredibile, ma ancora oggi i seguaci di Achenbach persistono nel considerarsi reggenti di Sealand in esilio con tanto di segretario a cui è attribuito il titolo di “Primo Ministro e Segretario del Concilio Privato di Sealand”.

Lo stemma nobiliare di Sealand

Sulla fiorente micronazione tornò quindi a sventolare il vessillo tricolore e il Principato di Sealand poté ri-dedicarsi alle attività che più gli competono, e che proseguono a tutt’oggi con profitto: stampare passaporti non riconosciuti da alcuno (uno dei quali entrò nella cronaca nera in occasione dell’omicidio di Gianni Versace), battere una moneta che non e’ apprezzata neppure dai numismatici e, soprattutto, distribuire titoli nobiliari come fossero volantini dell’Auchan. Il tutto online, naturalmente, dove Sealand accetta con umiltà pagamenti in valute non nobili (euro, dollari USA, e persino le sterline dei vicini sudditi britannici).

E se la vostra eccitata fantasia vi sta solleticando, ho una pessima notizia per voi: Sealand non accetta nuovi cittadini. Con la bellezza di 27 abitanti, ha già una densità abitativa superiore al centro di Hong Kong.

Dici Alfonso e pensi alla sua amata Triestina, alla sua biblioteca (rigorosamente ordinata per case editrici) che cresce a vista d’occhio, alla Moleskine rossa sempre in mano e alla adorata Nikon con la quale cattura scorci di quotidianità, possibilmente tenendo il corpo macchina in bizzarre posizioni, che vengono premiati ma non pensiate di venirlo a sapere. Se non vi risponde al telefono probabilmente ha avuto uno dei tanti imprevisti che riuscirà a tramutare in un esilarante racconto di “Viva la sfiga!”. Perché lui ha ironia da vendere ed un vocabolario che va controcorrente in questo mondo dominato dagli sms e dagli acronimi indecifrabili. Decisamente il più polivalente di tutti noi dato che è… il nostro (e non solo) Blogger senior che con il suo alfonso76.com ha fatto entrare la blog-o-sfera nella nostra quotidianità.

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