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Festival del Film Locarno 2012 – Cineasti del Presente: Peculiar Vacation and other Illnesses

By |2012-08-12T09:48:12+00:00agosto 10, 2012|Anteprima, Cinema, Festival, Recensioni Film|

© Festival del film Locarno

Lungometraggio nippo-indonesiano, sprovvisto di colonna sonora, con dialoghi banali e mai serrati nonostante i protagonisti siano per lo più a tu per tu in ambienti ristretti. Inquadrature spesso e volentieri di spalle o col busto a ¾, il che fa dubitare della presenza scenica del cast scelto dal regista, il tutto accompagnato da estenuanti silenzi che fanno da “colonna sonora” a scene vuote, in cui non accade molto. Ecco il mio primo impatto con questo film, in concorso nella sezione Cineasti del Presente.

“Peculiar vacation and other Illnesses” è una pellicola che ci descrive la quotidianità dei protagonisti, una coppia di giovani sposati: lui nel tempo libero si rimbambisce davanti ad un reality sul matrimonio sperando di capire cosa voglia dire essere un marito, lei si annoia e trova lavoro in un mobilificio in città. L’usanza locale prevede come da noi che la merce venga consegnata al domicilio degli acquirenti, ma con due fondamentali differenze: vi deve essere il venditore oltre all’uomo di fatica e la qualità delle strade da percorrere non è quella delle migliori autostrade norvegesi.

© Festival del film Locarno

Inizia così quello che vorrebbe essere un on the road all’orientale, in cui due colleghi rompono la diffidenza ed imparano a conoscersi e a piacersi. Il pathos rimane però davvero ben celato, nessuno inizialmente lo percepisce e non sorge il malcontento solo grazie ad una provvidenziale sinossi che ci aveva anticipato gli accadimenti e che è l’unico motivo per cui non disertiamo.

La regia ricorda quella dei documentari soporiferi: focalizza sul degrado, rimarca l’apatia di alcuni e le aspirazioni di altri e ci mostra un Paese per tanti aspetti retrogrado e sicuramente molto (ma molto!) distante dal nostro e dalla nostra sensibilità. Al punto che, quando dopo circa un’ora irrompono le note di una chitarra classica, altra opera immediatamente riaffiora nella mia testa: quel “Mekong Hotel” che non ho un granché compreso qualche mese addietro. Stesso filone, medesimo problema.

© Festival del film Locarno

Depongo quindi le armi, perché proprio non ci riesco… ammetto di non cogliere né la poesia, né il messaggio e posto l’evidente mio limite mi fermo qui e passo all’esplorazione di altre pellicole. Voto: 5+

Ennio Flaiano amava ricordare che “Il cinema è l’unica forma d’arte nella quale le opere si muovono e lo spettatore rimane immobile.”, ed è Vissia ad accompagnarci con passione e sensibilità nelle mille sfaccettature di un’arte in movimento. Ma non solo. Una guida tout court, competente e preparata, amante della bellezza, che scrive con il cuore e trasforma le emozioni in parole. Dal cinema alla pittura, con un occhio vigile per il teatro e la letteratura, V. ci costringe, piacevolmente, a correre per ammirare un’ottima pellicola o una mostra imperdibile, uno spettacolo brillante o un buon libro. Lasciarsi trasportare nelle sue recensioni è davvero facile, perdersi una proiezione da lei consigliata dovrebbe essere proibito dal codice penale. Se qualcuno le chiede: ma tu da che parte stai? La sua risposta è una sola: “io sto con Spok, adoro l’Enterprise e sono fan di Star Trek”

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