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Festival del Film Locarno 2012 – Concorso Internazionale: Mobile Homes

By | 2012-08-19T00:10:03+00:00 agosto 11, 2012|Anteprima, Cinema, Festival, Recensioni Film|

© Festival del film Locarno

Belgio, due amici d’infanzia e un sogno mai realizzato… sino ad oggi! Il classico on the road con i compagni che suggella la fine della scuola è stato rinviato così a lungo da essere ancora un sogno alla soglia degli anta. E’ così che i nostri protagonisti decidono di recuperare il torto fatto a sè stessi da giovani. Peccato però che ora siano adulti, insomma, fuori tempo massimo e risultino quasi ridicoli. Non stupisce quindi che una serie interminabile di disavventure capiti loro proprio in concomitanza con la partenza!

Il film d’esordio di Francois Pirot, in concorso a Locarno, traccia con semplicità l’identikit di una generazione che pare destinata a perdere gli autobus della vita: relazioni che durano solo per abitudine e che al dunque inevitabilmente si sfasciano; e rapporti familiari disfunzionali con madri troppo apprensive, padri intransigenti e figli deboli che non sanno stare al mondo, alla ricerca dell’approvazione all’interno delle mura domestiche nonostante siano degli adulti (per lo meno all’anagrafe).

© Festival del film Locarno

Ancora una volta siamo alle prese con degli eterni Peter Pan nati negli anni ‘70, che non riescono ad acquisire un’identità e a costruirsi una vita indipendente. Ammetto di sentire il problema particolarmente vicino, appartenendo alla generazione incriminata e di non vole scagliare la prima pietra: se si è nati in quel periodo è pressoché impossibile essere senza peccato, però qui tutto appare  un po’ troppo standard.

I protagonisti incarnano lo stereotipo del trentenne allo sbando e l’autore, a prima vista, sembra proporci una motivazione che faccia tutti contenti: figli che si credono indispensabili da un lato e genitori che non vogliono smettere di esserlo, dall’altro. Il risultato non cambia ed assume forme che spaziano dall’infinitamente triste al grottesco. Il confronto col mondo, il prendere le decisioni, grandi o piccole che siano, fare fronte alle loro conseguenze fa davvero paura a molti. Il problema non è quindi il tema, ma la poca incisività con cui viene trattato.

© Festival del film Locarno

Alla fine il viaggio di Simon e Julien si ridurrà ad un girotondo (a tratti anche buffo) in paese, ma soprattutto attorno ai problemi quotidiani (il lavoro, la ragazza, andare a vivere da soli, etc.) insomma solo il giorno in cui i due realizzeranno ciò che è ovvio a tutti, si fermeranno, il viaggio sarà concluso e sprigionerà i suoi benefici effetti: i ragazzi diventeranno uomini!

Tanta la filosofia e bello l’escamotage di seguire il camper dei due protagonisti durante il loro estremo ed ultimo tentativo di rimanere fanciulli, peccato che a tratti il ritmo fosse blando ed i dialoghi appiattissero una buona idea per trattare un argomento ampiamente noto e mostrato. Dato che si tratta di un esordio alla regia, incoraggiamo tutti con una sufficienza sfiorata. Voto: 6–, ma la prossima volta dovrà andare meglio.

© Festival del film Locarno

Ennio Flaiano amava ricordare che “Il cinema è l’unica forma d’arte nella quale le opere si muovono e lo spettatore rimane immobile.”, ed è Vissia ad accompagnarci con passione e sensibilità nelle mille sfaccettature di un’arte in movimento. Ma non solo. Una guida tout court, competente e preparata, amante della bellezza, che scrive con il cuore e trasforma le emozioni in parole. Dal cinema alla pittura, con un occhio vigile per il teatro e la letteratura, V. ci costringe, piacevolmente, a correre per ammirare un’ottima pellicola o una mostra imperdibile, uno spettacolo brillante o un buon libro. Lasciarsi trasportare nelle sue recensioni è davvero facile, perdersi una proiezione da lei consigliata dovrebbe essere proibito dal codice penale. Se qualcuno le chiede: ma tu da che parte stai? La sua risposta è una sola: “io sto con Spok, adoro l’Enterprise e sono fan di Star Trek”

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