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Recensione romanzo Guardami di Jennifer Egan

 

Ci sono libri che sembrano una locomotiva: partono mooooolto lentamente, trascinano tonnellate di pagine-merci, e quando sembra che abbiano ingranato e stiamo prendendo velocità ed interesse, eccoli giunti alla stazione successiva, di nuovo fermi.

Poi ci son romanzi che sembrano aerei: il decollo è potente e ti inchioda alla poltrona-da-lettore, a seguire ci gustiamo un bel volo a velocità di crociera, e quando stai assaporando la soddisfazione di essere al di là delle nuvole baciato dal sole, si torna verso la terra e ci si scaraventa verso l’uscita bagagli, bagnati sul bus di collegamento da una fredda pioggerellina.

E poi c’è la Egan, di cui abbiamo già raccontato (qui la recensione di “Il tempo è un bastardo”) e di cui parleremo ancora in futuro; oggi, estasiato dalla lettura dell’ultima facciata – che già rimpiango – racconterò di “Guardami”, e cercherò di convincervi a correre a gustarvelo.

Ed è un romanzo che, per proseguire con l’ardita metafora di inizio post, mi ha ricordato uno di quei servizi al telegiornale sulla partenza dei razzi spaziali: sei lì che guardi o incantato il teleschermo, un po’ perché pensi al viaggio che quel siluro di metallo sta per fare, un po’ perché l’impressione iniziale è sempre che si stia sollevando len-ta-men-te.

In realtà, come ti direbbero gli astronauti schiacciati da un numero imbarazzante di G negativi utilizzando una perifrasi oxfordiana: “lentamente una cippa”. E alla stessa maniera, quello che ti sembra un esordio letterario con il freno a mano tirato si rivela l’inizio di una stupefacente successione di personaggi, storie, vite che nulla hanno da invidiare ai cosiddetti “grandi romanzi americani” della seconda metà del secolo scorso. Con una precisazione che è assolutamente doverosa: “Guardami” esce finalmente in Italia grazie a Minimum Fax, ma si tratta di un romanzo del 2001/2002 capace di anticipare decisamente i tempi per molti, moltissimi aspetti. Evidente il tema del terrorismo, ma forse ancora più intrigante vedere come la Egan abbia in qualche maniera previsto la deriva “social” e quasi voyeuristica della Rete, disegnando un’azienda e un business che prenderanno decisamente piede negli anni successivi.

Al di là delle pure curiosità spazio-temporali, devo sottolineare che la Egan è riuscita in un piccolo miracolo: la successione di personaggi, perfettamente calibrati, che ci regala sembra far vivere storie e situazioni piuttosto slegate fra di loro. La naturale conseguenza è che quando si verifica un incrocio fra le loro vicende ci si ritrova a sorridere sorpresi dalla perizia dell’autrice: nulla di forzato, nessuna interruzione gratuita, un perfetto fluire che lascia il segno. E se a Charlotte, modella sfigurata da un incidente automobilistico, si finisce per attribuire un ruolo da protagonista, ognuna delle personalità che andrà ad incrociare avranno una valenza speciale e importante, in un riuscito puzzle a cui non mancherà neppure un pezzo.

Che amiate la letteratura contemporanea o meno, “Guardami” è un romanzo da non perdere. Davvero.

jennifer egan

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