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Recensione La donna di troppo di Enrico Pandiani

By |2016-02-29T23:51:24+00:00maggio 11, 2013|Lettura, Libri, Recensioni|

Sono un neofita nel mondo degli ebook e persino in quello dei tablet, e continuerò ad adorare il libro nella sua forma fisica, tattile, odorosa.

Ciò nonostante, ho la presunzione di affermare che una via tra il digitale ed il cartaceo ci possa essere, e mi conforta che “La donna di troppo”, ultimo romanzo di Enrico Pandiani – di cui consiglio assolutamente la serie dedicata a Les Italiens – sia stato concepito insieme ad una sorta di prequel disponibile su piattaforma Apple. La app, disponibile gratuitamente su Apple Store, introduce la nuova protagonista dei romanzi di Pandiani, Zara Bosdaves, di cui ci vengono raccontate vita e vicende accompagnate da una galleria fotografica dei luoghi torinesi in cui è ambientata la trama ed una intervista inedita all’autore. Una bella iniziativa, il download è consigliatissimo sia a chi debba ancora cominciare il romanzo che a chi lo ha terminato e voglia affiancare alla sua personalissima visione da lettore quella suggerita dall’autore.

Pandiani abbandona dunque una delle squadre investigative più godibili dell’ultimo ventennio e rientra nei confini nazionali, regalandoci una visione di Torino tinta di noir e assolutamente credibile ed affascinante. La nuova protagonista immaginata dall’autore non fa per nulla rimpiangere questa scelta: Zara è una donna forte, solida, certamente indipendente, venata di tenerezza nelle conversazioni con la figlia lontana ed il nuovo compagno. Ha abbandonato la divisa fondando una agenzia di investigazione privata, ed in questa nuova veste si trova alle prese con un incidente che puzza di un omicidio. Un omicidio che affonda le sue radici in una realtà industriale di primaria grandezza e in una famiglia della Torino bene, intrisa di segreti e in piena lotta per la successione dell’impero finanziario di cui è a capo.

Con una trama ricca di aspettative e di colpi di scena, Pandiani ci accompagna in una storia dalle tinte fosche, che superano la lucida patina di normalità di una nostra metropoli tra stupefacenti, omicidi, indagini e criminali senza scrupoli. La scrittura, decisa ed evocativa, consente una vera e propria immersione nella vicenda, da cui ci si ritrova irrimediabilmente coinvolti, con la preoccupazione per il giovane Filippo che pervade l’anima fino alle ultime, sorprendenti pagine del romanzo.

Una bella app e un ottimo romanzo nero: cosa desiderare di più?

Dici Alfonso e pensi alla sua amata Triestina, alla sua biblioteca (rigorosamente ordinata per case editrici) che cresce a vista d’occhio, alla Moleskine rossa sempre in mano e alla adorata Nikon con la quale cattura scorci di quotidianità, possibilmente tenendo il corpo macchina in bizzarre posizioni, che vengono premiati ma non pensiate di venirlo a sapere. Se non vi risponde al telefono probabilmente ha avuto uno dei tanti imprevisti che riuscirà a tramutare in un esilarante racconto di “Viva la sfiga!”. Perché lui ha ironia da vendere ed un vocabolario che va controcorrente in questo mondo dominato dagli sms e dagli acronimi indecifrabili. Decisamente il più polivalente di tutti noi dato che è… il nostro (e non solo) Blogger senior che con il suo alfonso76.com ha fatto entrare la blog-o-sfera nella nostra quotidianità.

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